TRENTO. Caldo estremo, la Provincia richiama imprese e datori di lavoro al rispetto delle misure di prevenzione previste dalle Linee guida provinciali. Il vicepresidente Achille Spinelli, chiamato in causa sul tema da sindacati,  sottolinea come il documento approvato dalla Giunta rappresenti uno strumento concreto per tutelare la salute dei lavoratori, soprattutto nei settori più esposti alle alte temperature. In presenza di allerta per rischio elevato da calore, infatti, l’Inps viene automaticamente informata e può essere attivata la Cassa integrazione guadagni ordinaria in caso di sospensione delle attività.

L’appello arriva mentre il Trentino si prepara ad affrontare giorni caratterizzati da temperature particolarmente elevate. Secondo Spinelli, è fondamentale che le aziende adottino tutte le misure previste, aggiornando il Documento di Valutazione dei Rischi e applicando le indicazioni operative contenute nelle Linee guida provinciali. I comparti maggiormente interessati sono quelli che prevedono attività all’aperto, come agricoltura, edilizia, cantieri stradali, cave, logistica e manutenzioni, ma situazioni critiche possono verificarsi anche in ambienti chiusi come magazzini non climatizzati, serre, acciaierie, vetrerie e lavanderie.

Le disposizioni provinciali si inseriscono nel quadro normativo nazionale rafforzato nel 2025. L’accordo sottoscritto tra Governo e parti sociali punta infatti a migliorare la prevenzione del rischio da calore nei luoghi di lavoro, mentre il decreto sulla Cassa integrazione guadagni per eventi climatici estremi consente alle imprese di rimodulare o interrompere temporaneamente le attività nelle ore più critiche, garantendo al tempo stesso la sostenibilità economica delle aziende.

Il vicepresidente evidenzia inoltre che le Linee guida sono state elaborate attraverso un confronto con organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, con l’obiettivo di adattare gli strumenti di prevenzione alle specificità del territorio trentino. «Le imprese sapranno preservare la salute dei lavoratori applicando le indicazioni previste e, se necessario, sospendendo le attività quando il rischio da calore viene classificato come alto dal sistema Worklimate», conclude Spinelli.