TRENTO. I sindacati dell’edilizia tornano a chiedere interventi urgenti contro gli effetti del caldo estremo nei luoghi di lavoro. Fillea Cgil, Feneal Uil Taa e Filca Cisl del Trentino sollecitano la Provincia ad adottare ordinanze specifiche che impongano il fermo delle attività nei cantieri quando le temperature superano determinate soglie di rischio.

Secondo le organizzazioni sindacali, le linee guida recentemente emanate dalla Provincia non sarebbero sufficienti a garantire una reale tutela dei lavoratori. In assenza di regole vincolanti, sostengono, la decisione di interrompere o meno le attività resterebbe affidata alle singole aziende e ai lavoratori stessi, esponendoli a potenziali situazioni di pericolo durante le ondate di calore.

I sindacati evidenziano inoltre che ordinanze chiare permetterebbero alle imprese di accedere con maggiore certezza agli strumenti di sostegno previsti in caso di sospensione dell’attività per motivi meteorologici, oltre a ridurre eventuali responsabilità in presenza di infortuni gravi. A sostegno della richiesta viene citato uno studio realizzato da ricercatori di Cnr e Inail, secondo il quale le ordinanze adottate in altri territori avrebbero contribuito a ridurre gli infortuni fino al 40%.

«Siamo solo a giugno e abbiamo già registrato due ondate di caldo estremo», affermano i segretari Giampaolo Mastrogiuseppe, Matteo Salvetti e Salvatore Teresi. Da qui l’invito all’assessore provinciale Achille Spinelli a un incontro direttamente in un cantiere, «alle ore 12 di uno dei prossimi giorni», per verificare sul campo le condizioni di lavoro e individuare soluzioni condivise. In assenza di risposte dalla Provincia, le sigle annunciano la possibilità di chiedere al Prefetto l’apertura di un tavolo dedicato. Tra le proposte in discussione anche una rimodulazione degli orari di lavoro nei mesi più caldi, tema inserito nella piattaforma per il rinnovo del contratto provinciale dell’edilizia.