TRENTO. La consigliera provinciale Francesca Parolari (Pd) chiede alla Giunta provinciale di fare chiarezza sui requisiti richiesti per l'accesso ai posti a tempo indeterminato di educatore ed educatrice nei nidi d'infanzia. Lo fa con un'interrogazione a risposta scritta che punta a chiarire quali tirocini universitari siano effettivamente riconosciuti validi e a eliminare le difformità interpretative che, secondo la consigliera, stanno creando incertezze tra i laureati e gli enti gestori.

Al centro dell'interrogazione c'è la delibera della Giunta provinciale n. 970 del 4 luglio 2025, che definisce i requisiti per esercitare la professione nei servizi per la prima infanzia. Il provvedimento prevede una laurea in ambito pedagogico-educativo accompagnata da un tirocinio universitario svolto nei servizi educativi per l'infanzia. Secondo Parolari, tuttavia, le indicazioni fornite dagli uffici provinciali non sarebbero sempre coerenti con quanto previsto dalla stessa delibera.

La consigliera cita il caso di una neolaureata in Scienze dell'Educazione (L-19) che, dopo aver svolto un tirocinio curricolare di 300 ore in un nido privato fuori dal Trentino, si sarebbe vista comunicare che, per accedere a un'assunzione a tempo indeterminato, sarebbe necessario un tirocinio svolto esclusivamente in una struttura pubblica. Alla giovane sarebbero state prospettate come alternative la laurea magistrale, il corso "Pacchetto didattica al nido" dell'Università di Bolzano oppure un tirocinio extracurriculare.

Nell'interrogazione viene però richiamata una scheda esplicativa del dirigente del Servizio Attività educative per l'infanzia, secondo la quale sono validi anche i tirocini svolti presso nidi gestiti da organismi della cooperazione sociale o di utilità sociale in possesso dei requisiti previsti dalla normativa provinciale. Per le esperienze maturate in altre regioni, inoltre, il riferimento sarebbe la definizione di nido contenuta nel decreto legislativo 65 del 2017.

Parolari evidenzia inoltre come due delle principali cooperative che gestiscono servizi per la prima infanzia in Trentino riportino nei propri siti internet requisiti più restrittivi rispetto a quelli indicati nella scheda del Servizio provinciale, richiedendo espressamente un tirocinio svolto in servizi pubblici o a titolarità pubblica.

Secondo la consigliera, questa interpretazione rischia di creare un ingiustificato ostacolo all'accesso alla professione, costringendo i neolaureati a percorsi formativi aggiuntivi non previsti dalla normativa, proprio mentre il settore soffre una cronica carenza di personale educativo.

Con l'interrogazione, Parolari chiede quindi alla Giunta di chiarire in modo definitivo quale sia la definizione univoca del tirocinio universitario valido per l'accesso ai posti a tempo indeterminato e se intenda confermare la piena validità dei tirocini curricolari svolti all'interno del sistema integrato di educazione e istruzione 0-6. Domanda inoltre quali iniziative intenda adottare la Provincia per uniformare le informazioni fornite dagli uffici e dagli enti gestori, garantendo pari opportunità a tutti i candidati.