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TRENTO. Il settore edile in Trentino cresce, ma i sindacati chiedono un riconoscimento concreto per i lavoratori nel rinnovo del contratto collettivo provinciale dell’edilizia industria. Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno presentato una piattaforma unitaria che punta su salari, sicurezza e formazione, in un contesto caratterizzato da numeri in aumento e da una crescente presenza di manodopera straniera.
Nel 2025 si contano 941 imprese industriali e 1.332 artigiane, con oltre 14 mila addetti complessivi. Le ore lavorate hanno raggiunto quota 11,4 milioni, mentre gli occupati sono cresciuti di circa 400 unità rispetto all’anno precedente. In questo scenario, i sindacati evidenziano come il costo della vita più elevato rispetto ad altri territori e la concorrenza dell’Alto Adige, dove le retribuzioni sono più alte, rendano urgente intervenire per mantenere attrattivo il comparto.
Tra le richieste principali spicca un aumento di 50 centesimi l’ora sulla presenza, insieme a nuove indennità per trasferte, trasporti e lavoro in condizioni difficili, come in alta montagna o con temperature estreme. Si punta inoltre a rafforzare la tutela in caso di malattia, a introdurre il badge di cantiere e a riconoscere correttamente qualifiche e professionalità, oggi spesso inquadrate come manovali generici.
Un capitolo centrale riguarda il contrasto al caporalato e allo sfruttamento, anche attraverso la formazione linguistica per i circa 7.800 lavoratori stranieri provenienti da 88 Paesi. I sindacati chiedono inoltre l’avvio concreto della piattaforma “Blen-It” per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, oltre al rafforzamento degli strumenti di bilateralità come Cassa edile e Centrofor.


