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TRENTO. Dopo due anni di "egemonia" dell'otorinolaringoiatra Giuseppe Nicolò Frau, l'oculista Federica Romanelli torna in testa nella classifica dei medici più pagati dall'Azienda sanitaria. Romanelli torna al top per reddito dopo esserlo già stata nel 2022 e 2021.
Altra novità è il cambio nel podio: esce l'ortopedico Fabrizio Cortese (secondo nel 2024, 2022 e 2021, terzo nel 2023), e sul gradino più basso del podio sale il dermatologo Carlo Renè Girardelli. A fare la differenza sono i compensi ricevuti grazie all'attività in libera professione: i primi tre della classifica, infatti, portano a casa una cifra addirittura maggiore rispetto al loro stipendio, vicina ai 180 mila euro annui per Romanelli e Frau e di 165 mila per Girardelli.
Analizzando i dati, solo i primi tre superano quota 300 mila euro (si tratta della retribuzione lorda 2024). Romanelli l'anno scorso ha incassato 157 mila euro dall'Azienda sanitaria come stipendio, ai quali vanno aggiunti i 178 mila euro arrivati grazie all'attività in libera professione. I 336 mila euro totali non sono però il record di ogni tempo di retribuzione più alta: nel 2024 Frau si era fermato a 329 mila e nel 2023 lo stesso Frau era al top con 317 mila, ma nel 2022 in vetta c'era Romanelli con 341 mila euro, frutto dei 155 mila "base" (questa voce di stipendio è sostanzialmente invariata negli anni) e di ben 185 mila euro di attività "extra". Tornando al dottor Frau, primario di Otorinolaringoiatria a Rovereto, il suo stipendio è rimasto sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno (circa 400 euro di differenza).
La new entry, dopo anni a ridosso del podio, è quella del primario di Dermatologia Girardelli: grazie soprattutto a un incremento dei compensi in libera professione, passati da 126 a 165 mila euro, quest'anno ha raggiunto il terzo posto. D'altra parte la richiesta di prestazioni dermatologiche è molto alta, così come lunghe sono le attese: un paziente che ha cercato una visita nei giorni scorsi si vedeva proporre come prima data disponibile gennaio 2027 (no, non è un errore di battitura: l'attesa è di circa 16 mesi). Altrimenti c'è appunto la libera professione.
Chi lascia il podio è invece Fabrizio Cortese, anche lui operativo a Rovereto (nota statistica: sono in proporzione pochissimi i medici del Santa Chiara al vertice delle classifiche dei redditi, nonostante lavorino nell'ospedale più importante e più impegnativo): per lui a pesare è un calo dell'attività in libera professione, con gli incassi passati da 149 a 116 mila euro.Lontanissimo dai primi posti il direttore generale dell'Azienda sanitaria Antonio Ferro: con i suoi 187 mila euro si è piazzato solamente al 32esimo posto. Ancora più distante, al 55esimo posto, l'attuale direttore del Dipartimento salute Andrea Ziglio, i cui compensi (171 mila euro) si riferiscono ovviamente al periodo in cui era direttore degli ospedali di Arco e Tione.
Distantissimi dai vertici i primari e medici operativi nei reparti "cruciali" degli ospedali, come il Pronto soccorso o la Rianimazione. La spiegazione? Per loro niente libera professione e quindi resta "solo" lo stipendio base. Guardando al solo stipendio Apss, in testa e unico a sfondare quota duecentomila ecco il direttore della Neonatologia Massimo Soffiati, seguito da Fabrizio Taddei, primario di Ostetricia e Ginecologia, e Luisa Ventura, direttrice di Radiologia a Cles e Tione. Infine per quanto riguarda le richieste di rimborso spese, le cifre sono minime: con circa 8 mila euro in testa troviamo Daniela Zanon, direttrice delle Cure primarie Distretto nord e Sergio Minervini, direttore del Supporto clinico Rsa, seguiti da Andrea Ziglio con 7.600 euro, verosimilmente per spostarsi tra Arco e Tione.


