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TRENTO. È stato un proiettile calibro 270 a colpire alla testa Massimiliano Lucietti, soprannominato dagli amici Max Luce, il giovane cacciatore di Celledizzo morto nei boschi in località Coré lunedì mattina.
I carabinieri del Ris di Parma, incaricati dell’analisi balistica, hanno identificato il tipo di pallottola, ma non l’arma che l’ha sparata.
Si tratta di un calibro compatibile con la carabina Winchester di Maurizio Gionta e con una ventina di fucili che risultano regolarmente denunciati da cacciatori della zona.
Gionta, 59 anni, ex guardia forestale, la prima persona che aveva chiamato i soccorsi, il mattino seguente era stato trovato senza vita nel bosco sopra Celledizzo.
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