L’abitato di Zambana vecchia dovrà essere definitivamente sgomberato e gli edifici abbattuti. Questo il parere espresso dal consiglio superiore dei lavori pubblici recentemente inviato alla giunta provinciale. La giunta provinciale tempo fa aveva avanzato la richiesta di un parere specifico sulla possibilità di rivedere la decisione di trasferire l’abitato di Zambana vecchia evitando così il conseguente abbattimento di tutti gli edifici ancora in piedi o riattati. Da qui il parere del consiglio superiore dei lavori pubblici che ha espresso anche la convinzione che si debba provvedere al trasferimento dei nuclei familiari che si sono insediati nella zona successivamente all’avvenuta attuazione del piano di trasferimento.


Il parere espresso dal consiglio superiore dei lavori pubblici prende in considerazione l’intera vicenda relativa allo sgombero di Zambana per concludere che le numerose verifiche tecniche, effettuate anche recentemente, hanno confermato l’esistenza di una situazione di pericolo derivante dallo stato di equilibrio precario della parete rocciosa della Paganella.

Come noto la vicenda si trascina dall’autunno del 1955 allorquando l’abitato fu investito da una frana di grosse dimensioni che portò all’evacuazione del paese. Nel 1957 con decreto del presidente della Repubblica fu deciso il trasferimento delle famiglie e le spese furono assunte dallo Stato. La questione rimase in sordina sino al 1977 quando la giunta provinciale presentò un disegno di legge per il definitivo sgombero dell’abitato. A questo punto iniziano le prime resistenze anche in considerazione del fatto che non si registrarono più eventi franosi, con perizie e controperizie. Nel giugno del 1981 la giunta provinciale ripresentò il disegno di legge, anche a seguito delle nuove responsabilità che le derivavano dalle attribuzioni in materia di calamità naturali, divenute di propria competenza. A seguito di ulteriori perizie (tutte del resto concordi nell’ammettere il permanere dello stato di pericolosità) e di pareri discordi circa lo sgombero dell’abitato, la giunta provinciale ha provveduto a richiedere il parere del consiglio superiore dei lavori pubblici.

La risposta, giunta in questi giorni al consiglio provinciale, nell’escludere la possibilità del recupero abitativo della zona, rileva come la situazione verificatasi successivamente al trasferimento non appare suscettibile di legittimazione e che i provvedimenti previsti nella legge della giunta provinciale appaiono idonei a risolvere in modo adeguato la sistemazione dei nuclei familiari insediatisi nel vecchio centro di Zambana successivamente al piano di trasferimento.