TRENTO. Oggi, sabato 17 gennaio, alle 17.30 si svolge un'iniziativa promossa da Acli, Anpi, Arci, Cgil Cisl Uil. Il corteo partirà da Largo Pigarelli a Trento e si concluderà in piazza Duomo.

Scrivono gli organizzatori: «Lunghe marce per la libertà che vengono represse nel sangue. Da giorni arrivano immagini di cittadini iraniani uccisi dalle guardie di sicurezza. Tantissimi giovani. Anche molti ragazzini e bambini. E soprattutto moltissime donne, che sfidano ancora una volta coraggiosamente il regime. La loro colpa: credere che un paese libero e democratico sia possibile, un paese anche non sotto il giogo di una terribile crisi economica che sta cancellando il presente e il futuro di ampia parte della popolazione. Di fronte alle violenze ancora una volta non possiamo restare indifferenti e non condannare questo massacro di vite umane.

Per questa ragione sabato 17 gennaio alle 17.30 Acli, Arci, Anpi, Cgil Cisl Uil del Trentino promuovono una fiaccolata in piazza in solidarietà per la pace e di solidarietà al popolo iraniano, per chiedere il rispetto dei diritti umani, per invocare un intervento di mediazione dell’Onu nella piena convinzione che i conflitti non si risolvono con nuovi conflitti. Il corteo partirà da Largo Pigarelli, a Trento, che si concluderà in piazza Duomo. Iran: donna, vita, libertà No alla guerra, Si alla democrazia. In questi anni molte volte abbiamo richiamato l’attenzione della comunità internazionale contro l’autoritarismo, la repressione e le profonde ingiustizie perpetrate dal regime iraniano a danno dei propri cittadini. Il motto "Donna, vita, libertà" ci ha accompagnati dal settembre 2022 e ha rappresentato la speranza di un movimento. In questi giorni vediamo tanti cittadini, tra cui tanti giovani battersi per portare l’Iran verso un vero cambiamento; vediamo la brutale repressione dei manifestanti da parte del regime, arresti arbitrari e intimidazioni che hanno provocato migliaia di morti e feriti, segnando una delle fasi più drammatiche nella storia recente dell’Iran. E non possiamo neanche dimenticare che l’Iran si trova sotto scacco delle mire espansive e degli interessi geopolitici di Israele e degli Stati Uniti.

È necessario che la comunità internazionale sostenga con coerenza e fermezza i diritti fondamentali dei cittadini iraniani, promuovendo il rispetto delle libertà fondamentali e vietando pratiche repressive come i processi sommari e le esecuzioni. In un mondo che sembra abbia abbandonato il diritto internazionale come strada per la risoluzione dei conflitti, crediamo la pace non si costruisca con nuovi conflitti, ma sostenendo le aspirazioni popolari per una società giusta e inclusiva. Rifiutiamo qualsiasi intervento militare esterno che possa aggravare ulteriormente la sofferenza della popolazione civile, aumentando l’escalation militare a cui assistiamo nel mondo. In questo senso l’espressione di Papa Francesco del 2014 “viviamo in una terza guerra mondiale combattuta a pezzi” sta diventando sempre più tristemente attuale. Crediamo che il futuro dell’Iran debba essere deciso dal popolo iraniano, con una transizione pacifica verso una democrazia reale, pluralista e rispettosa dei diritti. Un Iran che garantisca uguaglianza di genere, giustizia economica e diritti può essere un contributo positivo alla pace e alla stabilità regionale. Per questo sollecitiamo un intervento di mediazione da parte dell’Onu e nello stesso tempo chiediamo al Governo italiano e alla Commissione europea di assumere ogni iniziativa necessaria per far pressione sul Governo iraniano perché cessino le violenze e le repressioni e si apra un vero confronto sul futuro di quel Paese così ricco di storia e così importante per gli equilibri del mondo».