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TRENTO. Trento ha ancora grande voglia di cinema. Ma per rispondere a questa richiesta, servono spazi. E non spazi qualsiasi: ampi, in grado di accogliere centinaia di persone. Servirebbe, in sintesi, un luogo capace di sopperire alle più e meno recenti chiusure del Roma e dell'Astra. Da tutte queste premesse ha preso le mosse il progetto-appello "Diamo spazio al cinema", promosso dalla cooperativa Cinema Mezzanotte. Nata nell'ottobre del 2025 su iniziativa di nove socie e soci già operanti nel mondo audiovisivo, quest'ultima punta alla creazione di una sala dotata di due schermi per circa duecento posti complessivi. Ma non solo: lo spazio infatti sarebbe anche polifunzionale, dedicato a incontri e iniziative aperte alla cittadinanza. E vorrebbe ospitare anche un bar.
Per fare questo però, come accennato, serve uno spazio ad hoc: almeno di 600 metri quadrati, preferibilmente tra Cristo Re e la Clarina. Occhi puntati quindi su spazi commerciali inutilizzati, edifici dismessi, ex laboratori, magazzini o immobili pubblici o privati. «Il progetto nasce con il desiderio di avere un luogo dove vedere i film che ci piacciono e, dall'altra, come constatazione della mancanza proprio di questo spazio dopo le chiusure degli ultimi anni - ha spiegato una delle promotrici, Martina Melilli. - Film in lingua originale, accessibilità per tutte e tutti e creazione di un punto di riferimento anche per contrastare la solitudine. Vogliamo dar vita a tutto questo, ma ci serve il luogo giusto. Nel frattempo, quest'estate proporremo diverse attività tra Trento e Rovereto, con proiezioni e laboratori per grandi e piccini».
Ma da dove nasce l'esigenza di un nuovo cinema? I numeri, ha spiegato la cooperativa, parlano chiaro. Trento infatti conta appena uno schermo cinematografico ogni 29. 863 abitanti, il peggior rapporto tra i 13 capoluoghi del Triveneto dove la media è di uno ogni 8. 075 abitanti. E ancora, Trento è settima in Italia per ingressi agli spettacoli, 95 esima su 107 alla voce "offerta culturale" e, dal 2022 con la chiusura prima dell'Astra e poi del Roma (l'anno scorso), ha perso mediamente 150 mila biglietti all'anno. A conti fatti, per allinearsi alla media del nord-est Trento avrebbe bisogno di 15 schermi, mentre ad oggi ne conta 4 appena.
Alla luce di tutto ciò, il Comune di Trento farà la sua parte: «È attivo un bando da 135 mila euro dedicato al sostengo delle realtà che hanno bisogno di trovare uno spazio. Pensando però al caso specifico, noi non disponiamo al momento di edifici in grado di rispondere alle esigenze indicate - ha concluso la vicesindaca Elisabetta Bozzarelli. - Un'ipotesi potrebbe essere quella dell'ex Atesina, ma tra almeno due anni. Abbiamo iniziato a progettare la bonifica del luogo e la revisione delle sue specifiche esigenze, ma serve tempo. Il progetto di Cinema Mezzanotte è stato ampiamente condiviso anche con il Comune e lo riteniamo molto importante: loro stanno guardando a spazi privati e, in caso di affitto da pagare, il nostro supporto non mancherebbe».


