TRENTO. «Una porta girevole dirigenziale» ai vertici dell’Asuit, mentre sul territorio mancano decine di medici di famiglia. A lanciare l’allarme è il consigliere provinciale di Onda Filippo Degasperi, che con un’interrogazione chiede alla Giunta provinciale di fare chiarezza sulla situazione della sanità trentina e sulle misure adottate per trattenere medici, professionisti e dirigenti.

Secondo Degasperi, il problema avrebbe ormai assunto carattere strutturale. Nell’interrogazione vengono richiamati i dati della Fondazione Gimbe di marzo 2026, secondo i quali in Trentino mancherebbero 53 medici di famiglia, ai quali potrebbero aggiungersi altri 78 pensionamenti nel prossimo biennio. Una situazione aggravata, sostiene il consigliere di Onda, dal passaggio di operatori sanitari verso il privato, altre realtà territoriali o l’estero.

A finire sotto la lente è anche la stabilità dei vertici dell’Asuit. Degasperi cita la cessazione dal servizio della dottoressa Maria Cristina Ghiotto, dirigente del Servizio Acquisizione e Gestione del Personale Convenzionato, e domanda quali interventi siano stati predisposti per evitare rallentamenti nelle procedure che riguardano i comitati aziendali dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

L’interrogazione affronta poi gli avvicendamenti negli incarichi dirigenziali. Degasperi richiama i percorsi di Pier Paolo Benetollo, passato dagli incarichi di direttore sanitario e direttore generale a quello di direttore del Servizio ospedaliero, e di Giuliano Mariotti, già direttore sanitario e successivamente alla guida del Dipartimento Governance e del Servizio Governo della domanda. Passaggi sui quali il consigliere chiede chiarimenti rispetto alla strategia complessiva adottata dall’azienda sanitaria.

Un altro elemento evidenziato riguarda il ricorso a dirigenti in quiescenza per coprire posizioni scoperte e considerate cruciali. Per Degasperi sarebbe un ulteriore segnale delle difficoltà incontrate dall’Asuit nell’attrarre e mantenere professionalità. Da qui la richiesta alla Provincia di chiarire anche se vi siano altre figure apicali che stiano valutando di lasciare l’azienda e quali contromisure siano eventualmente già state predisposte.

Il consigliere provinciale di Onda chiede infine alla Giunta quali misure e atti amministrativi siano stati introdotti negli ultimi dodici mesi per contrastare quella che definisce una «fuga verso il privato e verso altre aziende sanitarie». «L’Asuit, un tempo eccellenza e meta ambita per i professionisti della sanità, oggi pare declassata a mero “trampolino di lancio”», sostiene Degasperi, chiedendo alla Provincia una strategia capace di rendere nuovamente attrattivo il sistema sanitario trentino.