TRENTOLa consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri porta in aula la questione dei dazi americani sul vino italiano attraverso un'interrogazione alla Giunta provinciale. "Il risultato conseguito dall'Unione Europea non sembra brillare di luce propria, posto che gli esiti paiono tutti più a favore del prodotto americano", denuncia l'esponente democratica analizzando l'accordo commerciale tra Europa e Stati Uniti.


I numeri preoccupano: i dazi al 15% potrebbero costare al settore vitivinicolo nazionale 317 milioni di euro nei prossimi dodici mesi, fino a 460 milioni considerando la svalutazione del dollaro. "Si tratta di una possibile perdita che rischierebbe di mettere in ginocchio l'intero settore vitivinicolo italiano, nel quale il Trentino gioca un ruolo non secondario", sottolinea Maestri.


La consigliera critica la mancanza di visione: "Quello che latita è la valutazione politica del momento e della sua delicatezza". Secondo Maestri, gli interventi non possono ridursi ad erogazioni una tantum, ma devono assumere un profilo strutturale degno di tale nome.


Nell'interrogazione propone un cambio di strategia produttiva: forse è l'intera logica di produzione che va riorientata, puntando meno sulle grandi quantità" per scegliere "la strada della qualità" e avvicinarsi a quella fascia di mercato che non viene mai intaccata dalle crisi ricorrenti.


Maestri chiede alla Provincia di chiarire le risorse che intende impegnare e sollecita collaborazioni con l'Alto Adige, "posto che i problemi sull'export sono di natura pressoché identica".