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TRENTO. Ferma condanna da parte del sindaco di Trento Franco Ianeselli delle minacce comparse tra la notte del 27 e del 28 giugno a Povo, sulle strisce pedonali non lontano dall’università, all’indirizzo del presidente della Provincia Maurizio Fugatti.
«Esistono tanti modi per esprimere il proprio dissenso: l’intimidazione e l’invito alla violenza non sono tra quelli ammissibili - ha dichiarato il primo cittadino - oltretutto la stella a cinque punte e le scritte minacciose che prendono di mira il presidente Fugatti ci riportano indietro a un tempo e a un clima politico che nessuno di noi vuole rivivere. Spero che si tratti dell’azione di un balordo inconsapevole del significato di quel simbolo, perché altrimenti si tratta di un segnale davvero inquietante. Al presidente della Provincia esprimo solidarietà e vicinanza, anche a nome della Giunta comunale».
«Sono dispiaciuto e preoccupato dalla notizia di una nuova minaccia di morte indirizzata al presidente Fugatti, con una scritta con l'invito ad ucciderlo corredata poi dai simboli che si richiamano alle Brigate Rosse e alla sigla No Tav - ha sottolineato Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e l’Autonomia - esprimo una doppia solidarietà e vicinanza a Fugatti, una istituzionale da ministro e una personale, da amico e da leghista che conosce e stima Maurizio da quasi tre decenni. Stiamo assistendo ad un escalation pericolosa, inquietante, che spero non sia sottovalutata da nessuno».
«Esprimo solidarietà al presidente Maurizio Fugatti per le violenti minacce che ha ricevuto. Sono accanto a lui e spero di poter andare presto in Trentino a sostenerlo per la sua prossima campagna elettorale». Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.


