Nel cuore della Vallagarina, dove le montagne trentine si aprono verso la pianura, il corpo dei Vigili del Fuoco volontari di Nogaredo rappresenta da oltre un secolo un presidio fondamentale per la sicurezza del territorio. Fondato nel 1902 e riorganizzato definitivamente nel 1955, questo corpo ha attraversato guerre, trasformazioni sociali ed economiche, mantenendo sempre vivo lo spirito del volontariato che caratterizza profondamente il Trentino.

Oggi alla guida di questa storica istituzione c'è Davide Piz, 38 anni, che dal febbraio 2023 ha raccolto il testimone di una tradizione centenaria portando una ventata di rinnovamento. Agricoltore di professione e padre di tre bambini piccoli, Piz rappresenta perfettamente quella generazione di volontari che deve conciliare impegni familiari, lavorativi e di servizio alla comunità in un equilibrio sempre più complesso.

"Sono entrato nel corpo nel 2008, a 21 anni, dopo un bando per tre nuovi vigili", racconta Piz dalla caserma inaugurata nel 2007. "Ero timido e questo ambiente mi ha aiutato a vincere quella timidezza. Per me è stata una seconda famiglia, come lo è per tutti noi qui". La passione per il soccorso gli è stata trasmessa dal padre, vigile per molti anni che aveva iniziato la carriera alle Capannelle di Roma prima di trasferirsi a Verona e concludere a Trento.

Il salto da vigile semplice a comandante è avvenuto direttamente, senza passaggi intermedi, quando il precedente comandante dopo 15 anni di servizio ha deciso di passare il testimone. "È stato impegnativo", ammette Piz. "La sfida più grande è stata passare dall'essere operativo all'imparare a far fare agli altri. Prima arrivavo e mi mettevo subito all'opera, ora devo coordinare e organizzare, ed è tutto diverso".

Il corpo di Nogaredo conta attualmente 24 vigili operativi, con un'età media intorno ai 40 anni, tra cui 2 vigilesse che hanno portato una presenza femminile importante nell'organico. Il gruppo si è recentemente rafforzato con l'arrivo di 3 nuovi vigili grazie all'ultimo bando, segno di una comunità che continua a credere nel valore del volontariato. Si tratta di un gruppo coeso che gestisce circa sessanta interventi all'anno, di cui 35-40 veri e propri interventi operativi, in un territorio che presenta sfide specifiche: dalla SP90 dove sono frequenti gli investimenti di animali, agli interventi sull'Adige per piene o ricerche persone, fino al supporto sanitario all'autogrill dell'autostrada. Il territorio di competenza include anche realtà produttive di rilievo come la Cantina Vivallis e la rinomata distilleria Marzadro.

Una delle innovazioni più significative fortemente voluta da Piz e dal direttivo che lo affianca e supporta nelle decisioni strategiche è stato l'avvio del gruppo allievi nel marzo 2024, un progetto che guarda al futuro in un momento in cui il volontariato giovanile sta attraversando una fase di trasformazione. "Avevamo tre fasce d'età e abbiamo iniziato con i ragazzi dai 14 ai 16 anni, poi abbiamo aperto anche ai più piccoli dai 10 anni. Ora seguiamo 12 giovani con tre istruttori appena formati", racconta con orgoglio.

"Una volta c'era più spirito di partecipazione", riflette il comandante analizzando l'evoluzione del volontariato giovanile. "Nei paesi c'erano meno svaghi e opportunità alternative, e far parte della 'famiglia' dei vigili del fuoco era qualcosa di sentito, che dava soddisfazione e faceva sentire importanti nella comunità. Ora i giovani hanno mille altre cose da fare: il calcio, gli sport, mille impegni diversi. Ma questi allievi rappresentano il nostro vivaio per il futuro".

Gli interventi più frequenti spaziano dai servizi tecnici agli incidenti stradali, passando per gli incendi boschivi e il supporto sanitario. "Non c'è un tipo prevalente", spiega Piz. "Un anno sono principalmente i servizi tecnici, che statisticamente rappresentano la maggior parte delle nostre chiamate, l'altro anno potrebbero essere gli incidenti stradali. La varietà delle situazioni ci tiene sempre pronti e preparati".

Tra gli interventi più impegnativi, il comandante ricorda un incendio nella frazione di Molini: "L'accesso era difficilissimo, si passava su un ponte e l'autoscala non ci arrivava. È stato molto complesso e ha richiesto la collaborazione di più corpi". Ma sono gli interventi sanitari a lasciare il segno emotivo più profondo: "Entrare in casa durante un arresto cardiaco, vedere la sofferenza dei parenti... per una persona sensibile come me è la parte più difficile".

Il corpo dispone di un parco mezzi funzionale alle diverse necessità operative: due fuoristrada Land Rover Defender che garantiscono l'accesso anche ai terreni più impervi, un pick-up, un furgone per il trasporto di attrezzature specifiche e un'autobotte per gli interventi antincendio. Alcuni mezzi però iniziano a mostrare i segni del tempo: "Abbiamo un Defender del 1990-92 che andrà necessariamente rinnovato. L'autobotte ha 25 anni di onorato servizio. Stiamo pianificando un graduale rinnovamento del parco mezzi". Le preoccupazioni future riguardano soprattutto i cambiamenti climatici: "Le bombe d'acqua sono sempre più frequenti e intense. Abbiamo convertito un vecchio carrello in attrezzatura per allagamenti".

Non mancano gli aneddoti curiosi. "Qualche anno fa sono stati chiamati per un ragno in casa", ride Piz. "Quando sono arrivati, la signora aveva già pensato a schiacciarlo sotto un libro". Oppure l'intervento per un automobilista che si era incastrato in una strada interpoderale troppo stretta: "Continuava a dire che di lì era sempre passato, ma palesemente non era possibile".

La collaborazione con gli altri corpi della Vallagarina è fondamentale. "Siamo cinque corpi nella zona e puntiamo sempre più su manovre congiunte. Quest'anno abbiamo fatto un'esercitazione molto interessante alla distilleria Marzadro con quattro scenari diversi: incendio del tetto, del camion, crollo del magazzino e recupero persona da una cisterna".

Nogaredo mantiene vive anche le tradizioni comunitarie: i vigili partecipano al Calendimaggio, gestiscono un weekend alla pista di pattinaggio comunale d'inverno e organizzano la consegna dei doni di Santa Lucia ai bambini. "Partiamo dalla frazione di Santa Lucia e arriviamo al municipio con un piccolo corteo. È un modo per avvicinare i più piccoli al nostro mondo".

Con tre bambini piccoli, Piz deve costantemente bilanciare gli impegni: "La volontà ci sarebbe sempre, ma è importante dedicare tempo alla famiglia. Cerco di non togliere troppo tempo ai miei figli, anche se ovviamente quando c'è un'emergenza la priorità è quella".

Il futuro del corpo appare solido: "Il mio mandato scade nel 2028. Vediamo se sarò pronto per un secondo mandato. Intanto continuiamo a far crescere il gruppo allievi e a rinnovare gradualmente i mezzi. La cosa più bella resta sempre lo spirito di squadra: se uno ha bisogno di una mano, basta chiedere. Siamo davvero una seconda famiglia".

Vigili in servizio

Davide Piz

Manuel Marzadro
Walter Marzadro
Guido Marzadro
Raffaele Scrinzi
Fabrizio Beozzo
Irene Berloffa
Thomas Candioli
Jacopo Candioli
Nicola Candioli
Paolo Cofler
Maurizio Cofler
Giovanni Cominolli
Erik Dassi
Stefania Denart
Enrico Dorigotti
Matteo Dorigotti
Hans Festi
Massimo Fiorini
Yuri Galvagni
Edward Longhi
Michele Marzadro
Matteo Marzadro
Luca Marzadro
Matteo Piffer
Luca Pizzini

Vigili Allievi

Marco Brusco
Riccardo Carrisi
Filippo Carta
Tommaso Dorigotti
Carmen Fiorini
Alisia Gonzales
Giulio Gottardi
Dafne Levi
Vittoria Rebeschini
Jacopo Zanon
Silvia Zomer
Leonardo Zomer

Vigili Onorari

Ettore Baldessarini
Mauro Marzadro

Vigili Fuori Servizio

Giancarlo Bettini
Ferruccio Cristofari
Leonardo De Zambotti
Carlo Festi
Mauro Giordani
Bruno Graziola
Giuseppe Marzadro
Mario Piz
Renzo Pizzini
Marco Vicentini