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MOLVENO. Si intitola «Il Bacio» la nuova scultura realizzata da Martalar a Molveno. L'opera, costruita con rami e frammenti di legno recuperati nei boschi, raffigura due presenze che si cercano fino a sfiorarsi. Materiali segnati dal vento, dall'acqua e anche dal tempo ritrovano così una nuova forma attraverso il lavoro dell'artista, con il lago di Molveno a fare da sfondo naturale alla composizione.
Il tema del bacio attraversa da secoli la storia dell'arte e viene qui reinterpretato attraverso il linguaggio che caratterizza la produzione di Martalar. Le figure emergono dagli elementi naturali, che conservano venature, irregolarità e tracce del tempo, mentre la particolare struttura della scultura crea anche una finestra naturale sul paesaggio, mettendo in relazione l'opera con il lago e le Dolomiti di Brenta.
Sembra di essere ad una finestra. L'installazione è pensata per dialogare con l'ambiente circostante e offrire ai visitatori un punto di osservazione dal quale la scultura e il panorama diventano parte della stessa immagine. L'iniziativa è stata promossa dal Comune di Molveno, che già nel 2024 aveva affidato a Martalar la realizzazione dell'Orsa del Pradel. La scultura, composta da circa duemila radici di larice, è collocata sull'altopiano del Pradel a circa 1.550 metri di quota ed è diventata uno dei punti di interesse dell'area, inserendosi nel progetto di valorizzazione paesaggistica e artistica avviato dall'amministrazione comunale. Con «Il Bacio» questo percorso prosegue, affiancando alla precedente installazione una nuova opera destinata a entrare nel patrimonio artistico all'aperto del paese. Presentando Il Bacio sui propri canali social, Martalar ha spiegato il significato della nuova creazione.
«Dai rami abbandonati, segnati dal vento, dall'acqua e dal tempo, emergono due presenze che si cercano», scrive l'artista, descrivendo la scultura come il racconto di una vicinanza che supera la distanza, di due anime che si riconoscono prima ancora di toccarsi. Il messaggio si conclude con un'immagine che sintetizza il senso dell'opera. «Ogni bacio è un ponte tra due solitudini, un luogo in cui il cuore riconosce la propria casa». Martalar, nome d'arte di Marco Martello, è originario del Veneto.
Dopo la tempesta Vaia del 2018 il suo percorso artistico ha assunto una nuova direzione. Tronchi spezzati, radici e rami recuperati nei boschi devastati dal maltempo sono diventati la materia prima delle sue sculture monumentali. Tra le installazioni più conosciute figurano il Drago Vaia Regeneration sull'Alpe Cimbra, realizzato dopo l'incendio che nell'estate del 2023 aveva distrutto la precedente opera, l'Aquila di Marcesina, la Lupa del Lagorai, il Cervo di Vaia a Malga Millegrobbe, il Grifone di Vaia a Celado, l'Haflinger di Strembo e Terra e Cielo a Lavis.


