"Pepito, Pepito!" Non è il richiamo di un padrone al proprio animale domestico, ma la voce di un vigile del fuoco in divisa che cerca di recuperare un pappagallo fuggitivo. È solo una delle tante storie che animano la quotidianità del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Zambana, dove l'ordinario si mescola allo straordinario, e dove le emergenze sulla SP235 si alternano a interventi sui pannelli fotovoltaici e auto elettriche.
 

"Quel pappagallo ormai è quasi un amico", sorride il comandante Fabrizio Marcolla, alla guida del corpo dal 2018 e recentemente confermato per il suo secondo mandato. "Scappa periodicamente e si rifugia sugli alberi. Quando ci avviciniamo con la divisa, tende sempre a volare via, ma ormai fa quasi parte della nostra routine". Un aneddoto che ben rappresenta come questo corpo di volontari sappia gestire con professionalità ogni tipo di emergenza, dalle più leggere alle più impegnative.
 

Con i suoi 25 effettivi, sei allievi, tre onorari e un complementare, il corpo di Zambana rappresenta oggi un modello di efficienza e organizzazione nel panorama del volontariato trentino. Una crescita significativa rispetto ai 16 membri di inizio millennio, frutto di scelte strategiche come l'introduzione del gruppo allievi nel 2005, che ha portato a un deciso rinnovamento generazionale.
 

Il comandante Marcolla, che ha iniziato la sua esperienza nei vigili del fuoco a 18 anni nel 2000, sottolinea come le sfide operative siano in continua evoluzione. "Le nuove tecnologie richiedono un aggiornamento costante delle nostre competenze", spiega. "Oggi dobbiamo saper gestire interventi su pannelli fotovoltaici, auto elettriche e sistemi sempre più complessi". Il corpo effettua mediamente 60-70 interventi all'anno, più una quarantina di servizi alla comunità, per un totale di circa 110-115 verbali annui.
 

La posizione strategica di Zambana, attraversata dalla SP235, pone il corpo di fronte a sfide particolari, specialmente per quanto riguarda gli incidenti stradali. La collaborazione con i corpi limitrofi, in particolare con Nave San Rocco, è esemplare. "Non c'è sovrapposizione negli interventi," evidenzia Marcolla, "ma una vera sinergia operativa. Quando loro vengono da noi o noi andiamo da loro, ci coordiniamo perfettamente".


Un fiore all'occhiello è il programma allievi, che vede una percentuale di conversione dell'80% nel passaggio da allievo a effettivo. Il corpo ha anche iniziato ad accogliere giovani dal vicino comune di Nave San Rocco, creando un ponte tra le comunità attraverso il servizio volontario. "È un motivo di orgoglio vedere questi ragazzi crescere e maturare nel nostro mondo", commenta il comandante.
 

La dotazione tecnica del corpo è all'avanguardia, con un'autobotte di seconda categoria, un pick-up attrezzato per incendi boschivi, un Land Rover con carrello motopompa e un furgone per il trasporto degli allievi. Un arsenale che permette di affrontare efficacemente le diverse tipologie di emergenze sul territorio, dalle più comuni alle più complesse.
 

Il ruolo di comandante comporta responsabilità crescenti, soprattutto nella gestione di una squadra giovane e motivata. "La sfida più grande," confessa Marcolla, "non è tanto negli interventi, quanto nella gestione quotidiana e nell'organizzazione delle attività, come la festa degli asparagi, che richiede un impegno considerevole in termini di coordinamento e sicurezza".


L'utilizzo dei social media rappresenta una nuova frontiera: se da un lato permette una comunicazione efficace con la comunità e la diffusione di informazioni sulla prevenzione, dall'altro richiede particolare attenzione nella gestione delle informazioni sensibili, soprattutto in caso di incidenti. "È uno strumento potente", riflette il comandante, "ma va usato con grande responsabilità".
 

Il futuro del corpo si prospetta positivo, con un focus continuo sul coinvolgimento dei giovani e sul mantenimento degli alti standard di preparazione. La caserma rinnovata e il gruppo coeso di volontari rappresentano una base solida per continuare a servire efficacemente la comunità di Zambana e il territorio circostante.
 

"Ricevo tanti complimenti dalla comunità per questi ragazzi giovani", conclude con orgoglio il comandante Marcolla, "sono sempre presenti quando c'è bisogno, e questo ripaga di tutti gli sforzi fatti in questi anni". Da Pepito agli incendi più complessi, il Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Zambana dimostra ogni giorno come si possa evolvere mantenendo salde le proprie radici nella comunità, adattandosi alle nuove sfide e preparando le nuove generazioni a portare avanti questa fondamentale missione di servizio pubblico.