TRENTO. Dalla Germania all’Università di Trento, portando con sé un finanziamento europeo da 5 milioni di euro per studiare i movimenti degli elettroni e sviluppare nuove tecnologie. È il percorso della fisica Francesca Calegari, che dopo dieci anni ad Amburgo ha scelto di tornare in Italia per avviare al Dipartimento di Fisica il nuovo centro Alpi, dedicato alla ricerca sui laser ultraveloci. La scienziata, già professoressa all’Università di Amburgo e dirigente di ricerca al centro tedesco Desy, ha preso servizio a Trento il primo ottobre.

Il finanziamento arriva dallo European Research Council e rientra nel progetto internazionale Idea, che dispone complessivamente di 14 milioni di euro. La quota destinata alla ricerca di Calegari è di 5 milioni per sei anni, dal 2026 al 2032. L’obiettivo è osservare e controllare gli elettroni attraverso impulsi luminosi estremamente brevi, nell’ordine degli attosecondi. «Vogliamo realizzare un microscopio in grado di vedere la materia quantistica in azione con una precisione mai raggiunta prima», spiega la ricercatrice. Le possibili applicazioni spaziano dalla produzione di energia pulita alla medicina e all’elettronica.

Per Francesca Calegari il trasferimento rappresenta anche una scelta personale. «Sviluppare qui il mio progetto è anche un bel modo per restituire al mio Paese ciò che mi ha dato nella mia formazione scientifica», racconta. Determinante il sostegno dell’Ateneo e del Dipartimento di Fisica, che hanno creato le condizioni per il suo rientro e per la nascita del nuovo centro. Il direttore Giovanni Andrea Prodi sottolinea che il progetto permetterà di realizzare entro il 2028 nuove infrastrutture sperimentali e rafforzare le collaborazioni internazionali, in particolare con il centro Desy di Amburgo. 

La nuova iniziativa scientifica Alpi – Attosecond and Ultrafast Laser Physics Initiative sarà presentata mercoledì 28 ottobre alle 14, nell’aula A104 del Polo Ferrari 1 di Povo, in via Sommarive 5. Il workshop riunirà ricercatori dell’Università di Trento, del Cnr, del Politecnico di Milano e di importanti centri scientifici europei, per illustrare le prospettive di una ricerca che punta a comprendere e controllare i fenomeni più rapidi della materia.