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Ronzone è un piccolo comune di 350 anime in Val di Non: basta varcare la soglia della caserma dei vigili del fuoco per capire perché anche nei centri più piccoli è fondamentale mantenere vivo questo presidio. Come in altre realtà simili pure qui i pompieri sono un punto di riferimento per l'intera comunità.
"Siamo un gruppo coeso e abbiamo davanti un buon futuro" dice Marco Daz, che da trent'anni guida il corpo dei vigili del fuoco del posto. Parla mentre ci mostra la caserma che sotto la sua gestione è diventata una seconda casa per molti. "Presto passerò la mano come comandante, ma continuerò da vigile. Sono pronto a trasmettere ai più giovani la mia esperienza e continuare a rendermi utile per il paese".
E aggiunge: "In questi miei trent'anni da comandante, il corpo di Ronzone sono sempre stati all'altezza della situazione e, cosa per me importante, è cresciuto di livello anno dopo anno. Con nove effettivi e otto allievi, tra cui due donne, siamo un esempio perfetto di come anche un piccolo paese di montagna possa mantenere un presidio efficiente e al passo coi tempi. Oltre ad essere pronti nel caso delle emergenze cerchiamo di collaborare con le associazioni del posto per la buona riuscita delle manifestazioni".
La storia dei vigili del fuoco di Ronzone è anche una storia di famiglia. Prima di Marco, suo padre Giulio è stato comandante per vent'anni, e suo fratello ha servito la causa come caposquadra. Il futuro dei pompieri del posto è garantito: Francesca e Thomas, classe 2007, stanno per entrare ufficialmente nel corpo, mentre è già stato aperto un bando per accogliere altri quattro aspiranti. "Gli allievi di oggi sono ancora più motivati," spiega il comandante. "Durante il percorso vedono quasi tutto quello che andranno a fare. Non è solo addestramento tecnico, qui si impara cosa significa essere parte di un gruppo, con gli onori ed oneri che questo comporta".
Il numero uno dei pompieri di Ronzone passa poi a parlare degli interventi e ricorda soprattutto i primi anni, quando la strada per Mendola era teatro di frequenti incidenti. Tra le operazioni più drammatiche che si ricorda c'è senza dubbio quella svoltasi in occasione dell'incidente che ha coinvolto un autobus turistico tedesco: "L'autista era stato sbalzato tre metri più avanti. Sono scene che non dimentichi mai quelle come ho visto in quella circostanza".
Oggi il corpo effettua una media di 25-30 interventi all'anno. Gli incendi nelle abitazioni sono diminuiti, grazie a una maggiore attenzione alla manutenzione delle canne fumarie. Le sfide attuali riguardano principalmente incidenti stradali, con un picco durante la stagione turistica. "D'estate – conferma il comandante – la nostra attività è più intensa rispetto agli altri mesi dell'anno. Per il responsabile di un corpo è tutto più difficile, in quanto non deve limitarsi ad affrontare un intervento ma anche a coordinarlo".
Dopo tanti anni in prima linea, come detto, a breve non sarà più comandante: "Al mio posto, non ho dubbi, arriverà qualcuno di preparato. Sono pronto a dargli una mano. È un passaggio che simboleggia il rinnovamento del corpo, sempre più inclusivo e proiettato al futuro, pur mantenendo saldi i valori di servizio e dedizione".
E chiude con un pensiero speciale: "Approfitto dell'occasione per ringraziare il presidente della Federazione provinciale dei Vigili del fuoco Luigi Maturi. E' una persona di grande valore e con lui c’è un confronto continuo. Pensa che abbia tutte le caratteristiche – e lo sta dimostrando sul campo – per far compiere al mondo dei pompieri trentini, già un’eccellenza a livello nazionale, un ulteriore salto di qualità".


