PHOTO
TRENTO. Ventisei licenziamenti annunciati in due giorni e un quadro che desta crescente preoccupazione. Dopo i 13 esuberi all’Esperia di Lavis della scorsa settimana, oggi è arrivata la notizia della chiusura della PolyPiù di Volano, l’azienda che meno di un anno fa aveva acquistato la storica SEP srl, produttrice trentina di pannelli in policarbonato. Ai 13 dipendenti è stata prospettata un’alternativa secca: il trasferimento nella sede lombarda di Corbetta oppure il licenziamento.
A intervenire sono i consiglieri provinciali del Partito democratico Michela Calzà e Alessio Manica, che parlano di un campanello d’allarme che la Provincia non può ignorare. Il Pd chiede alla Giunta provinciale di attivare ogni strumento disponibile per accompagnare i lavoratori, con percorsi di riqualificazione professionale e misure per favorirne la ricollocazione. L’obiettivo, spiegano i due esponenti dem, è evitare che chi perde il lavoro si ritrovi con la propria famiglia senza reddito e senza prospettive.
Nel mirino finisce anche l’assessore provinciale al lavoro, impegnato in questi giorni a presentare sul territorio il Piano industriale Trentino 2040. Calzà e Manica non ne contestano l’importanza come visione strategica, ma avvertono che una politica industriale non può fermarsi agli annunci: deve tradursi in azioni capaci di affrontare le emergenze di oggi e prevenire le crisi di domani.
Il timore è che i casi di Lavis e Volano siano soltanto l’inizio. Il caro energia e le difficoltà che gravano sul sistema produttivo, secondo i consiglieri, rischiano di mettere ulteriormente sotto pressione le imprese, con pesanti ricadute sull’occupazione e sulla tenuta sociale del territorio.
Da qui la richiesta di un coordinamento stabile e operativo tra Provincia, imprese, organizzazioni sindacali e tutti i soggetti coinvolti, per monitorare le crisi aziendali, individuare soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro e costruire percorsi di reinserimento per chi è già uscito dal mercato. Serve inoltre, sottolinea il Pd, una fotografia aggiornata della reale situazione del comparto industriale trentino, per intervenire prima che le difficoltà diventino irreversibili.
«Dietro ogni licenziamento non c’è soltanto un numero, ma una persona, una famiglia e un progetto di vita», concludono Calzà e Manica. «La Provincia passi dalle parole ai fatti: il lavoro non può aspettare il 2040».


