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TRENTO. Una strategia provinciale contro le infiltrazioni mafiose in Trentino, con uno sportello gratuito per cittadini e imprese, una Consulta della legalità e oltre un milione di euro di risorse nel triennio 2026-2028. È quanto prevede il disegno di legge presentato dal consigliere provinciale del Partito Democratico Alessio Manica, primo firmatario della proposta. Il testo, composto da 28 articoli, punta a contrastare il radicamento della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale, affiancando agli interventi repressivi di competenza statale un sistema provinciale di prevenzione.
Tra le principali novità figurano la Consulta provinciale della legalità, con compiti di osservatorio, consulenza e monitoraggio, e uno Sportello provinciale per la legalità, ad accesso gratuito, per assistere cittadini, lavoratori, amministratori e potenziali vittime, garantendo riservatezza e canali protetti di segnalazione. Il ddl introduce anche una strategia quinquennale e accordi con forze dell'ordine, enti locali e Direzione distrettuale antimafia.
Particolare attenzione è riservata ai settori economici considerati più esposti, tra cui edilizia, turismo, commercio, attività immobiliari, appalti e subappalti. La proposta prevede elenchi di merito a iscrizione volontaria per le imprese che rispettano requisiti di legalità e tutela dei lavoratori, con possibili incentivi. Sono inoltre contemplate misure contro riciclaggio e usura, sostegno alle vittime e interventi per il recupero sociale dei beni confiscati.
Il provvedimento comprende iniziative di educazione alla legalità nelle scuole e all'Università di Trento, formazione della polizia locale e l'istituzione del 21 marzo come giornata provinciale in memoria delle vittime delle mafie. Lo stanziamento previsto è di 1 milione e 55 mila euro: 215 mila nel 2026 e 420 mila euro per ciascuno dei due anni successivi. Il disegno di legge, assegnato alla Prima Commissione permanente, prevede anche la possibilità per la Provincia di costituirsi parte civile nei procedimenti per reati di criminalità organizzata, criminalità economica e corruzione.


