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TRENTO. L’economia del Trentino continua a mostrare segnali di debolezza e la crescita resta al di sotto della media nazionale. A lanciare l’allarme sono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher. Commentano con preoccupazione i dati del rapporto della Banca d’Italia sull’andamento economico delle province autonome di Trento e Bolzano nel primo semestre del 2026.
Secondo i sindacati, per il quarto anno consecutivo si profila una crescita del Pil provinciale vicina allo zero. A pesare sono soprattutto la contrazione delle esportazioni manifatturiere e il rallentamento degli investimenti privati, particolarmente evidente nei comparti più innovativi. Il lieve recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni sarebbe stato annullato dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Intanto molte famiglie riducono i consumi o ricorrono al credito, gravato da interessi sempre più onerosi.
Le eccezioni positive sono poche. Turismo e costruzioni continuano a registrare risultati favorevoli. Le imprese mantengono in generale margini soddisfacenti, ma non li traducono in una significativa espansione delle attività. A preoccupare è soprattutto il mercato del lavoro. Secondo le organizzazioni sindacali, tra gennaio e giugno è calata la domanda di personale e gli occupati sono diminuiti dopo diversi trimestri di crescita.
Da qui l’affondo contro la Giunta provinciale guidata da Maurizio Fugatti. «La continuità nelle politiche economiche rivendicata dal presidente rischia di risultare la ricetta giusta per il declino del Trentino, invece che per il suo rilancio», sostengono Grosselli, Bezzi e Largher. Secondo i tre segretari mancano risposte adeguate alle difficoltà di lavoratori, famiglie e imprese.
I sindacati chiedono quindi un deciso cambio di rotta già nella manovra finanziaria provinciale 2027, con più risorse per gli investimenti privati, l’innovazione e il rafforzamento del welfare. L’obiettivo, sottolineano, deve essere rilanciare la competitività del territorio e avvicinarsi agli impegni del piano Trentino 2040, perché la stagnazione economica non diventi una condizione strutturale.


