TRENTO. L’evoluzione dei reati in provincia di Trento negli ultimi vent’anni mostra un dato apparentemente stabile ma in realtà profondamente cambiato nella sua composizione. Nel 2024 i delitti denunciati sono 16.119, praticamente in linea con il 2004 (16.058), ma in crescita rispetto al 2023 (14.410) dopo il calo del 2020 (11.435). Il numero complessivo torna quindi su livelli storici, ma con una struttura diversa, segnata da una maggiore diffusione dei reati nella vita quotidiana, secondo i dati dell’Ispat.

I delitti contro la persona sono aumentati nel tempo, passando da 932 nel 2020 a 1.317 nel 2024. A trainare la crescita sono soprattutto le lesioni personali dolose (590 casi) e le percosse (157), insieme alle violenze private e alle minacce (470). Le violenze sessuali si attestano a 64 casi, mentre restano contenuti ma presenti i reati legati ai minori. Si tratta di segnali che indicano una crescita della conflittualità diffusa, più che di episodi isolati, con un impatto diretto sulla percezione di sicurezza.

Il capitolo più consistente resta quello dei reati contro il patrimonio, che nel 2024 raggiungono quota 9.780. I furti sono 5.798, in aumento rispetto ai 5.208 del 2023 ma ancora lontani dai 7.957 del 2008. Tuttavia cambia la tipologia: i furti in abitazione salgono a 1.207 (erano 668 nel 2008), diventando una delle voci più rilevanti, mentre quelli negli esercizi commerciali arrivano a 630. In calo invece i furti di auto in sosta (436 contro i 1.170 del 2008). I furti con destrezza si attestano a 442, quelli con strappo a 54, mentre una quota molto elevata resta non classificata (2.905 casi, circa il 50%). Parallelamente si registra una forte crescita delle truffe e frodi, passate a 2.302 casi, di cui ben 2.204 informatiche, segno di uno spostamento deciso verso il digitale.

Anche le rapine, pur restando numericamente contenute, mostrano una trasformazione. Nel 2024 sono 123, in aumento rispetto alle 91 del 2023. La maggior parte avviene in pubblica via (73 casi, quasi il 60%), seguita da quelle nei negozi (26). Residuali i casi in abitazione (6) e praticamente azzerate le rapine in banca. Il quadro si completa con i reati legati agli stupefacenti, stabili a 321 casi, e con la crescita degli “altri delitti”, saliti a 4.676, segnale di una maggiore frammentazione della criminalità.

Nel complesso emerge un sistema criminale meno concentrato su grandi colpi e più diffuso nei contesti quotidiani: case, strada e rete. Se i numeri totali restano simili a quelli di vent’anni fa, la natura dei reati è cambiata profondamente, con un aumento dei fenomeni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sulla percezione di sicurezza.