TRENTO. Le lavoratrici e i lavoratori del settore autostradale hanno approvato il nuovo contratto nazionale, frutto dell'intesa raggiunta a fine giugno tra le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali. L'accordo interessa anche i circa mille dipendenti di Autobrennero, introducendo aumenti salariali e nuove misure a favore della conciliazione tra vita privata e lavoro.

Sul piano economico il contratto prevede un aumento medio di 250 euro mensili per il livello C nell'arco del triennio, distribuito in quattro tranche. È prevista inoltre una una tantum, insieme all'incremento dei contributi destinati alla previdenza complementare, alla polizza sanitaria e all'Ente bilaterale EbiNAT.

Tra le principali novità normative figurano due giornate di permesso annue per i caregiver, permessi dedicati ai genitori durante l'inserimento dei figli alla scuola dell'infanzia, permessi per i nonni in occasione della nascita di un nipote e almeno una giornata di smart working per i lavoratori che beneficiano della legge 104.

Per la Filt Cgil del Trentino, l'accordo rappresenta un passo avanti soprattutto sul fronte dei diritti. «L'avanzamento sul piano normativo è un punto qualificante di questo accordo perché migliora concretamente la conciliazione tra vita e lavoro, anche se non nella misura che avremmo voluto», commentano il segretario Franco Pinna e Tommaso Ziller, che segue il comparto per il sindacato. «Per questo continueremo a puntare, nei prossimi rinnovi, su strumenti come part time e smart working. Siamo soddisfatti anche del risultato economico raggiunto».

Resta però aperta la questione del rinnovo della concessione dell'Autobrennero. La Filt evidenzia come l'esito della futura gara sia ancora incerto e chiede garanzie per il mantenimento dei livelli occupazionali. «Auspichiamo che Autobrennero si aggiudichi la concessione, ma il futuro è ancora tutto da scrivere. Ci preoccupa non aver ricevuto rassicurazioni sull'applicazione della clausola sociale, indispensabile per garantire a tutti i dipendenti il mantenimento del posto di lavoro e delle attuali condizioni contrattuali. Abbiamo chiesto chiarimenti al Ministero dei Trasporti, senza ottenere risposte».