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TRENTO. Criticità nell’assistenza educativa scolastica e nelle condizioni di lavoro degli operatori. È il tema dell’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere provinciale Filippo Degasperi, che chiede alla Giunta di chiarire numeri, modalità organizzative e possibili interventi.
Al centro ci sono gli educatori scolastici che seguono studenti con disabilità, bisogni educativi speciali e fragilità. Secondo le segnalazioni raccolte, il sistema misto tra personale assunto dalla Provincia autonoma di Trento e operatori delle cooperative convenzionate produrrebbe differenze rilevanti, soprattutto sul riconoscimento delle ore di programmazione, coordinamento e partecipazione alle riunioni scolastiche.
Nel documento vengono indicate anche variazioni di sede, orario o mansione comunicate con poco preavviso, oltre alla gestione delle assenze improvvise degli studenti. In alcuni casi, scrive Degasperi, gli educatori sarebbero rimandati a casa il giorno stesso, pur essendo previsto che restino a disposizione dell’istituzione scolastica per attività legate all’inclusione scolastica.
Un altro nodo riguarda le convenzioni annuali, da settembre a giugno, che rischiano di compromettere la continuità educativa per alunni, famiglie e operatori. L’interrogazione richiama inoltre il tema della precarietà occupazionale, della sospensione dello stipendio nel periodo estivo e della distanza tra le competenze richieste agli operatori e il loro riconoscimento professionale.
Con l’atto ispettivo, Filippo Degasperi chiede alla Giunta provinciale quanti siano gli idonei ai concorsi degli ultimi cinque anni, quanti gli assunti, quanti i posti ancora scoperti e quanti educatori scolastici lavorino oggi nelle scuole trentine, distinguendo tra personale assunto direttamente dalla Provincia e lavoratori impiegati dalle cooperative.


