PHOTO
TRENTO. Aveva esposto correttamente in auto il contrassegno disabili per parcheggiare a Trento in un stallo riservato, ma questo non è bastato. E oltre al danno, la beffa. Non solo quel tagliando, emesso in California negli Stati Uniti, è stato considerato non valido sul territorio trentino, ma la vettura è stata rimossa e portata via, lasciando il conducente - appunto con capacità di deambulazione ridotte - a piedi.
La curiosa vicenda è finita sul tavolo del giudice di pace del tribunale di Trento, dopo che il proprietario trentino della vettura (rappresentato dall'avvocato Vittorio Cristanelli), che aveva prestato il mezzo al cittadino americano, si è trovato la sanzione da pagare. I fatti risalgono a luglio 2024, quando l'uomo, in possesso della macchina che gli era stata prestata, aveva parcheggiato nell'apposito spazio riservato alla sosta per le persone invalide in via Inama.
Come sostenuto dalla difesa, il contrassegno, regolarmente rilasciato a febbraio 2023 dallo Stato della California con scadenza il 30 giugno 2025, era stato esposto nella parte anteriore del mezzo, appeso allo specchietto retrovisore e «in una posizione assolutamente visibile».
«Appare incomprensibile - si legge nel ricorso presentato dall'avvocato Cristanelli - se si considera che il verbale di contestazione è stato posizionato dall'ausiliario nella parte anteriore del veicolo, tra i tergicristalli del mezzo». Insomma, a detta della difesa, era assolutamente impossibile non vedere il contrassegno.In aggiunta alla sanzione da pagare, l'ausiliario del traffico ha richiesto pure la rimozione forzata del veicolo, trasferito in un'autorimessa autorizzata. Con il conseguente esborso pari a poco più di 140 euro per il ritiro del veicolo dal deposito. Il verbale era stato subito impugnato perché, a detta della difesa, «palesemente illogico, contraddittorio, illegittimo ed errato».
In un primo momento, quindi, era stata presentata «istanza di annullamento in autotutela» del verbale di contestazione al codice della strada emesso dalla polizia locale. La quale, però, aveva respinto tale richiesta, motivando che: «Le autorizzazioni hanno una validità limitata al territorio dello Stato che le rilascia e perché sia possibile il riconoscimento nel territorio di altri Stati sono necessarie convenzioni internazionali o accordi bilaterali». Nella sentenza del 17 giugno scorso, il giudice ha accolto le motivazioni del ricorrente, annullando il verbale e condannando il Comune di Trento al pagamento di mille euro.


