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TRENTO. La Lega nazionale per la difesa del cane chiede alla Provincia autonoma di Trento di ritirare la misura che prevede il contenimento dei cormorani per la tutela della trota marmorata, specie autoctona considerata di pregio nelle acque del territorio. Secondo quanto riportato, il piano approvato include azioni di dissuasione ma contempla anche, se ritenuto necessario, l’abbattimento selettivo di un numero significativo di esemplari ogni anno.
L’associazione esprime una netta contrarietà all’ipotesi di ricorrere all’uccisione dei cormorani come strumento di gestione della fauna selvatica. «Pur comprendendo l’importanza della tutela della trota marmorata e degli ecosistemi fluviali, non possiamo che dirci contrari», afferma Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection, parlando di una risposta “semplicistica” a un problema complesso.
Secondo l’organizzazione, intervenire sui cormorani senza affrontare le cause degli squilibri ambientali rischia di non produrre risultati duraturi. Tra i fattori indicati ci sono il degrado degli habitat, le alterazioni dei corsi d’acqua legate alle attività umane e le pressioni antropiche. L’associazione sottolinea inoltre che i cormorani fanno parte dell’ecosistema e svolgono un ruolo naturale nelle dinamiche ambientali.
L’associazione chiede quindi di escludere l’opzione dell’abbattimento e di investire su interventi strutturali e scientificamente fondati, a partire da un monitoraggio ecologico trasparente e continuo e dall’applicazione di sistemi di prevenzione e dissuasione non letali. «La protezione di una specie non può avvenire a scapito di un’altra», conclude Rosati, chiedendo soluzioni che mettano al centro convivenza e tutela della biodiversità.


