TRENTO. Quasi 48 mila euro di incarichi retribuiti affidati nell’arco di tre anni scolastici a un’ex dirigente provinciale in pensione dal 2019. Una vicenda sulla quale la consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari chiede alla Giunta di fare chiarezza, sollevando dubbi sulla legittimità degli affidamenti e sulle modalità con cui sono stati assegnati. La questione è al centro di un’interrogazione a risposta scritta che chiama in causa anche l’assessora all’Istruzione Francesca Gerosa.

Al centro della vicenda figura Miriam Pintarelli, già direttrice dell’Ufficio Infanzia della Provincia autonoma di Trento, collocata a riposo dal 1° giugno 2019. Secondo quanto ricostruito dalla consigliera attraverso gli atti pubblici, la professionista avrebbe ricevuto incarichi a pagamento senza interruzioni dall’anno scolastico 2023-2024 almeno fino al 2025-2026. Le attività riguarderebbero il monitoraggio scientifico delle sperimentazioni dei servizi educativi «zerosei», con la partecipazione a riunioni e tavoli di verifica insieme ai coordinatori pedagogici del territorio.

Il primo nodo riguarda il rispetto delle disposizioni che regolano il conferimento di incarichi ai dipendenti pubblici in pensione. Parolari richiama la normativa nazionale e provinciale, che prevede specifici divieti per consulenze e collaborazioni retribuite a personale in quiescenza. La consigliera chiede quindi di accertare se gli affidamenti siano compatibili con queste disposizioni e se ricorrano eventuali condizioni che ne consentano il conferimento.

Un ulteriore interrogativo riguarda la natura effettiva delle prestazioni. Negli elenchi della trasparenza, secondo quanto riferisce Parolari, gli incarichi sarebbero classificati come attività di aggiornamento del personale. Le mansioni concretamente svolte, tuttavia, comprenderebbero anche il monitoraggio dei progetti educativi. La consigliera sottolinea inoltre che nella documentazione provinciale relativa all’assenza di conflitti di interesse l’attività sarebbe espressamente definita come «incarico di consulenza».

L’interrogazione affronta anche l’eventuale possibilità di ricondurre le prestazioni alle attività di ricerca, per le quali sono previste particolari condizioni. In questo caso, osserva Parolari, occorrerebbe verificare la presenza dei requisiti scientifici richiesti, distinguendo l’esperienza professionale e amministrativa da un curriculum accademico documentato.

Sotto esame finiscono poi le procedure di affidamento. Secondo la ricostruzione della consigliera del Pd, a programmi di spesa formulati in termini generali sarebbero seguiti incarichi individuali diretti, formalizzati attraverso scambi di corrispondenza. Da qui la richiesta di chiarire quali valutazioni comparative siano state effettuate e se sia stata preventivamente verificata la possibilità di utilizzare personale già in servizio presso la Provincia.

C’è infine un aspetto che Parolari considera particolarmente delicato sul piano dell’opportunità amministrativa. Pintarelli avrebbe fatto parte, nel 2022, della commissione esaminatrice del concorso pubblico attraverso il quale è stato selezionato l’attuale dirigente del Servizio provinciale competente, struttura che successivamente avrebbe disposto e approvato gli affidamenti alla stessa professionista.

La consigliera chiede dunque alla Giunta provinciale e all’assessora Gerosa di fornire risposte puntuali sulla regolarità degli incarichi, sui criteri utilizzati per assegnarli e sull’eventuale presenza di ragioni di inopportunità. Al momento si tratta di rilievi e interrogativi contenuti nell’atto ispettivo, non di violazioni accertate.