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TRENTO. Il Consiglio regionale ha chiuso la seduta senza arrivare al voto sulla mozione che propone di intitolare la sala di rappresentanza della Regione a Clara Marchetto, figura simbolica della memoria democratica regionale. La proposta, firmata dalla consigliera del Patt Maria Bosin, è stata discussa a lungo in aula ma la decisione finale è slittata a una prossima seduta.
Nel pomeriggio i lavori erano ripresi con il confronto sulla concessione di A22 e sulla mozione del Team K, poi respinta con 34 voti contrari e 24 favorevoli. Bocciata anche la mozione sul rafforzamento della Ripartizione II - Enti locali, sostenuta da Alex Ploner, con 31 voti negativi. In apertura di seduta, inoltre, il consigliere della Lega Mirko Bisesti aveva dato notizia dell’assoluzione del presidente Maurizio Fugatti nella vicenda legata all’orso M90.
Il dibattito sulla Sala Marchetto ha però occupato la parte finale della giornata. Bosin ha spiegato che l’intitolazione vuole dare un riconoscimento formale a una donna alla quale fu impedito di esercitare il mandato elettorale nonostante la regolare elezione. Un gesto, ha sottolineato, per fissare in un luogo istituzionale la memoria di un’ingiustizia e il valore dell’autonomia democratica. Sul tema sono intervenuti, tra gli altri, Brigitte Foppa, Sven Knoll, Andreas Leiter Reber, Andrea de Bertolini, Claudio Cia, Lucia Coppola, Francesco Valduga, Walter Kaswalder, Lucia Maestri, Roberto Stanchina e Alessio Manica.
Molti interventi hanno richiamato anche quanto accaduto nel Consiglio comunale di Trento sulla cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, trasformando il confronto su Clara Marchetto in un passaggio dal forte valore politico e simbolico. Alla fine, esaurito il tempo disponibile, il presidente ha chiuso la seduta senza voto. La mozione tornerà quindi all’esame dell’aula in una delle prossime riunioni del Consiglio regionale.


