TRENTO. C'è chi arriva con anni di precariato alle spalle e chi, invece, non ha ancora finito l'università. Chi è già dentro la macchina provinciale e cerca finalmente un contratto stabile e chi lavora in un supermercato, studia e prova a cambiare strada. Alla Bts Arena, ieri mattina, c'erano soprattutto storie diverse con lo stesso obiettivo: conquistare uno dei dieci posti da funzionario della Provincia autonoma di Trento. La fotografia del concorso è tutta in due numeri: 1.465 domande per dieci assunzioni a tempo indeterminato. Una competizione serrata, con quasi 147 candidati per ogni posto, che ha portato ieri gli aspiranti funzionari alla prima prova preselettiva di via Fersina.

Il concorso riguarda la figura professionale di funzionario ad indirizzo amministrativo/organizzativo, area dei funzionari, categoria D, livello base. La prova di ieri mattina rappresenta il primo filtro: 30 quesiti psico-attitudinali, situazionali e logici, da affrontare in 45 minuti. Alla prova scritta accederanno i primi 200 classificati, oltre agli eventuali candidati a pari merito con il duecentesimo.

Per molti, però, la vera posta in gioco va oltre la semplice progressione professionale. Annachiara Bortolotti lo sa bene. È già funzionaria in Provincia, ma con un contratto in scadenza. «Faccio concorsi dal 2003», racconta. Questa volta, più che cercare una nuova esperienza, cerca una certezza: «Vorrei diventare indeterminata», riferendosi al contratto.

È lo stesso modo di dire che ritorna nelle storie di diversi candidati già impiegati nell'amministrazione. Una candidata di 29 anni, anche lei già funzionaria provinciale a tempo determinato, ha scelto di partecipare proprio per provare a stabilizzarsi. Altri puntano invece a cambiare ruolo o a fare un salto professionale, passando dall'assistenza alla funzione di funzionario. Sofia Zanella, 30 anni, è in Provincia da tre anni e anche per lei il concorso ha un obiettivo molto concreto: «Voglio diventare funzionaria».

Poi ci sono i giovani che vedono nella Provincia una possibilità per cominciare a costruirsi un futuro in Trentino. Elena Hausbergher ha 26 anni, è di Trento e ha studiato ingegneria. Non ha ancora terminato l'università, ma ha già le idee abbastanza chiare sulla direzione da prendere. «Sto cercando lavoro e il mio sogno è lavorare in Provincia», spiega. In particolare guarda al settore civile e alla protezione civile, dove spera un giorno di poter trovare la sua strada.

Costanza Rosa Mongioì, 27 anni, di San Michele, si è laureata in giurisprudenza appena sei mesi fa. «Mi sono iscritta subito perché mi piacerebbe lavorare nella pubblica amministrazione e trovare lavoro qua», racconta la ragazza. Anche per lei il territorio conta. E lo stesso vale per chi arriva da fuori e vede nel Trentino la possibilità di aprire un nuovo capitolo della propria vita.

Michele Junior Ciervo viene dalla provincia di Caserta e lavora già in un Comune della Campania. È venuto a Trento per giocarsi la sua occasione: il concorso può essere per lui una nuova opportunità, sul piano professionale ma anche personale.

Anna Maria Colcear, 33 anni, laureata in giurisprudenza, racconta invece di aver sempre avuto un interesse per la pubblica amministrazione. Nel frattempo ha accumulato esperienze nel settore assicurativo e nel diritto della crisi d'impresa, ma senza trovare quella stabilità che cerca. «Sono tutti posti precari», osserva, riferendosi alle esperienze fatte finora. E così il concorso diventa anche un tentativo di dare una direzione più solida al proprio percorso.

C'è poi chi è già dipendente pubblico e guarda alla selezione come a un'occasione per crescere. Massimiliano Cortelletti, 43 anni, laureato in economia, partecipa per «aumentare di livello». Michela Vanzini, 27 anni, arriva invece da un percorso ancora diverso: lavora in un supermercato e, parallelamente, frequenta la laurea magistrale in Sociologia. A convincerla a provarci è stata la mamma di un'amica che lavora in Provincia.

Ieri dunque, alla Bts Arena non c'erano soltanto candidati a caccia di un posto pubblico. C'erano persone che cercano stabilità, giovani che cercano un primo approdo e lavoratori che provano a cambiare posizione senza lasciare il territorio.