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Bianca T. nata circa 60 anni fa a Schio, da quaranta residente nella nostra città, con tutta probabilità sarà la seconda donna in Italia che potrà fruire della nuova legge sul divorzio. Non diamo la cosa per certa in quanto la sentenza non è stata ancora pronunciata e quindi qualche altro tribunale italiano potrebbe arrivare prima.
Ad ogni modo è solo questione di giorni. Già oggi stesso il collegio dei giudici potrebbe infatti pronunciare la sentenza di divorzio per la donna, sebbene vi siano trenta giorni a disposizione del giudice, a partire da ieri per emettere la sentenza. Tutti ormai danno come scontata la sentenza a suo favore: nessuno infatti ha posto finora delle opposizioni, ed anche il procuratore della Repubblica non ha avuto nulla in contrario; non pare infatti esistano tesi che potrebbero in qualche modo ostacolare il procedimento, poiché tutto è perfettamente a posto.
Manca solo l’atto formale, cioè la pronuncia e la successiva pubblicazione della sentenza affinché il provvedimento possa entrare in vigore. Il caso di Bianca è un po’ diverso da quelli che solitamente leggiamo sulle cronache dei giornali. Pur divorziando infatti la donna può essere presa come esempio di fedeltà coniugale. Da oltre vent’anni infatti vive con l’attuale marito in un appartamento di un edificio contrassegnato dal numero 3 in via Calcinari in pieno centro storico cittadino, dove ieri sera ci siamo recati a trovarla. Senza alcuna difficoltà (ha detto di essere molto soddisfatta per la sua istanza di divorzio accolta) ci ha fatto brevemente la cronistoria della sua vita e degli avvenimenti che l’hanno caratterizzata. Arrivata a Rovereto nel 1929 ancora molto giovane aveva iniziato a lavorare presso lo stabilimento Pirelli. Un bel giorno aveva conosciuto un giovane, si erano innamorati, e quindi sposati. Il matrimonio tuttavia era stato celebrato solo civilmente. L’unione non si era dimostrata molto felice e dopo un anno e mezzo circa i due coniugi si separavano.
Nel 1948 la signora Bianca aveva conosciuto il suo attuale marito e dopo breve tempo i due erano convolati a nozze con un matrimonio solamente religioso. Cioè senza la trascrizione agli effetti civili. Secondo quanto ci ha detto la stessa interessata questo matrimonio non è stato infatti trascritto; la Curia aveva dato una mano ai due sposi (anche per evitare di incorrere nel reato di bigamia) e le cose sono quindi andate avanti in piena armonia fra moglie e marito fino al dicembre scorso, quando il Parlamento approvò la legge per il divorzio.
Lo stesso giorno in cui la legge fu approvata Bianca presentò tramite il suo avvocato una istanza tendente ad ottenere il divorzio dal suo primo marito, quello per intenderci che aveva sposato con il solo rito civile. In due mesi o poco più il suo caso è stato discusso dal tribunale nel corso di varie sedute. Sono stati raccolti tutti gli incartamenti necessari ed ora la pratica è giunta al nastro di arrivo. Pochi giorni, forse solo ore e Bianca potrà sposare se lo vorrà anche civilmente, l’uomo con il quale tuttavia è sposata ormai da tanti anni.


