La comunità della Val di Sole non dimenticherà mai quel maledetto ottobre del 2018: il vento fortissimo che non finisce più e che spezza un silenzio surreale, la pioggia incessante, il caldo anomalo e poi l'esondazione del rio Rotian per una colata di fango e detriti di oltre 50 mila metri cubi che si è abbattuta sulla zona del campeggio tra Dimaro e Commezzadura distruggendo tutto. Tra i primi ad arrivare sul posto ci sono stati proprio i vigili del fuoco di Commezzadura. Il comandante Franco Mattarei ricorda quei momenti come se fosse oggi. “Vi confesso – spiega – che per ho temuto in certi momenti una tragedia per il mio Corpo”. Perché? “Otto miei uomini con il coraggio che contraddistingue di chi decide di essere un pompiere entrarono in quel campeggio. Al loro arrivo trovarono una situazione molto difficile. Mentre stavano lavorando ci fu un’altra colata di fango. Non immaginate il mio stato d’animo. Sette miei vigili riuscirono presto a portarsi in un’area sicura, dell’ottava persona della mia squadra impegnato nell’operazione non si avevano più notizie”. Il comandante pensa al peggio: “Cosa avreste immaginato voi al mio posto? Fortunatamente poi siamo riusciti a metterci in contatto con lui”.

Mattarei guida il Corpo di Commezzadura da vent’anni: “Il mio mandato scade nel 2026. Sono entrato giovanissimo nel mondo dei vigili del fuoco e ho fatto un po’ tutto, dal pompiere semplice al capoplotone. Confermo quanto hanno detto gli altri miei colleghi che avete già sentito in questo vostro viaggio che state facendo nella realtà dei volontari. Fare il comandante è molto bello, ma è allo stesso tempo stancante. C’è un carico di responsabilità mica da ridere. La gente pensa che il suo lavoro termini con la conclusione dell’intervento. Non è così: va avanti anche nei giorni successivi con tutte le pratiche da sistemare. Credetemi, basta una firma sbagliata per finire nei guai. Poi però ci sono anche tanti aspetti belli dal dirigente un gruppo pompieristico, ad esempio l’orgoglio di essere insieme ai tuoi ragazzi un punto di riferimento per un territorio”.

Proprio per questo motivo, Franco Mattarei è da sempre un sostenitore della necessità di fare di tutto per continuare anche in futuro a tenere i vigili del fuoco ben ancorati sul territorio: “Ogni centro deve avere il suo Corpo. Se il modello trentino dell’emergenza è così forte lo si deve anche questo e dunque deve essere conservato così a lungo. Ce lo invidiano un po’ ovunque e se la nostra gente sa che in caso di un incendio, di un incidente oppure di un’altra emergenza in pochi minuti può essere aiutata lo si deve al fatto che siamo presenti ovunque. Non da adesso, ma da oltre un secolo. Il Corpo di Commezzadura ha appena festeggiato i suoi primi 130 anni”.

Il numero uno dei pompieri di questo paese di 1.000 abitanti dà qualche numero della realtà che coordina: “Siamo 25 vigili in servizio attivo e 3 allievi. A quest’ultimo proposito abbiamo optato per l’opzione 16. Cosa significa? I ragazzi hanno dai 16 ai 18 anni e possono fare le manovre con i grandi. Facciamo invece una media di 80 interventi all’anno”. Prosegue: “La mole di lavoro cambia dai periodi turistici a quelli di bassa stagione. Quando in val di Sole aumenta il numero delle persone che arrivano da fuori c’è inevitabilmente un incremento degli incidenti. Da noi c’è la Ss42 e quando si blocca va il tilt tutto. Quando interveniamo sappiamo che per non paralizzare la valle dobbiamo anche concludere tutto nel minore tempo possibile. Non mancano poi le ricerche persone, altra cosa che mi mette sempre una certa tensione”.

Sul fronte degli incendi, Mattarei ci tiene a dire una cosa: “Purtroppo per una serie di motivi che non sto qui ad elencare è più complicato spegnere i roghi boschivi. Rispetto al passato infatti c’è una maggiore incuranza dei boschi. Ora spesso non si può fare a meno di far arrivare i mezzi aerei”.
 

C’è poi tutta la parte legata agli eventi: Le due ruote hanno trovato da tempo il loro «posto al sole» in questa valle trentina, sede anche quest'anno della Coppa del Mondo UCI di Mountain Bike nel tradizionale scenario di Daolasa. Dal 13 al 16 giugno 2024 si sono svolti quattro giorni di spettacolo e adrenalina ai massimi livelli, evoluzioni ed impres. In gara c’erano i migliori interpreti della Mountain Bike in tutte le sue declinazione, dallo Short Track al Cross Country, dal Four-cross al Downhill. A circondare i campioni le imponenti cime alpine, un palcoscenico naturale circondato da prati, boschi e alpeggi, da scoprire in sella a una bicicletta. Non a caso, la Val di Sole è l’unica UCI Bike Region d’Italia. Senza i vigili del fuoco volontari un evento del genere non si potrebbe fare. “Come corpo – afferma il comandante – eravamo presenti con 16 uomini al giorno. Un impegno notevole. Anche quest’anno è andato tutto al meglio”.


Parlando di episodi che hanno messo a dura prova i pompieri di Commezzadura non si può non ricordare l’incendio di Deggiano, avvenuto nel giugno di dodici anni fa: “Sono intervenuti tutti i corpi dei Vigili del fuoco della Val di Sole, noi compresi. Ci sono stati sfollati e case distrutte, ma per fortuna non è rimasto ferito nessuno. Le operazione di spegnimento e di messa in sicurezza della zona hanno richiesto tre giorni di lavoro. Estendendo il discorso sull’emergenza comunque va detto che da quando c’è la possibilità di fare arrivare l’elicottero pure nelle ore notturne per noi le cose sono migliorate parecchio”.

Interventi curiosi? Ovviamente non mancano nemmeno qui: “Un giorno mi arriva una chiamata per la nascita di un’asinella. Non sapevo proprio come muovermi. Per fortuna tra di noi c’erano due vigili che quando andavano a scuola d’estate lavoravano in malga. E’ andato tutto bene.