TRENTO. Un piano strategico per ripensare il futuro del commercio e del turismo in Trentino, con una programmazione che tenga insieme sviluppo economico, occupazione e tutela del territorio. È la richiesta avanzata dalla Uiltucs del Trentino-Alto Adige, che invita la Provincia ad allargare il confronto sulla proposta di una legge provinciale sul commercio anche al comparto turistico. Due settori che, secondo il sindacato, non possono essere affrontati separatamente, ma necessitano di una visione complessiva.

Il tema è tornato al centro del dibattito durante l'assemblea di Confesercenti, quando il presidente Mauro Paissan ha sollecitato uno strumento legislativo specifico per il commercio, raccogliendo l'apertura del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. Una disponibilità accolta positivamente dalla Uiltucs, che ora chiede la convocazione di un tavolo di confronto.

«Siamo felici che Fugatti abbia aperto a una legge provinciale sul commercio, come proposto da Confesercenti e da noi più volte auspicato. Aspettiamo una chiamata per sederci al tavolo», afferma il segretario Vassilios Bassios. Il sindacato, tuttavia, ritiene che l'intervento debba riguardare anche il turismo: «Crediamo che un intervento specifico serva anche per il turismo. Anzi, sui due ambiti bisognerebbe ragionare come rete».

Al centro della proposta c'è la necessità di superare una gestione frammentata dei due comparti, costruendo un modello di sviluppo capace di tenere conto delle rispettive interdipendenze economiche e occupazionali. Secondo Bassios, le liberalizzazioni introdotte a livello nazionale con il decreto Salva Italia del 2011 hanno ampliato la libertà delle imprese nella gestione di aperture e orari, ma hanno anche ridotto le possibilità di programmazione territoriale. Un cambiamento che, osserva il sindacato, ha inciso sull'organizzazione del settore e sulle condizioni di lavoro senza essere accompagnato da un adeguato sistema di governance.

La riforma dello Statuto di autonomia, con il ritorno alle Province di Trento e Bolzano della competenza esclusiva in materia di commercio, rappresenta ora, secondo la Uiltucs, un'occasione da utilizzare per definire nuove regole e una strategia condivisa.

«Il commercio non può essere lasciato soltanto alle dinamiche del mercato o a interventi d'emergenza che non hanno una direzione precisa», sottolinea Bassios. Da qui la richiesta di strumenti di confronto che coinvolgano istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali, estendendo il ragionamento anche al turismo, con cui il commercio condivide una parte significativa delle proprie dinamiche economiche e occupazionali.

Il sindacato guarda a un percorso simile a quello avviato per il comparto industriale con il piano Trentino 2040, che ha concentrato l'attenzione soprattutto sulla manifattura, lasciando commercio e turismo più sullo sfondo. L'obiettivo è quindi recuperare questi due ambiti all'interno di una programmazione di lungo periodo.

A rafforzare la richiesta, ricorda Bassios, anche il recente intervento del presidente di Banca Aidexa, Roberto Nicastro, che ha evidenziato la necessità di approfondire il ruolo del turismo e di elaborare un manifesto strategico dedicato, affrontando anche le conseguenze del cambiamento climatico.