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CLES. Cinque giovani sono stati arrestati e un sesto è stato denunciato nell'ambito dell'Operazione Miranda, la vasta indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Cles contro lo spaccio di sostanze stupefacenti tra Val di Sole, Val di Non e Trento. Dalle prime ore di oggi, 7 luglio, circa 30 militari, con il supporto della Compagnia di Trento e del Nucleo Cinofili della Polizia Locale del capoluogo, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dal Gip del Tribunale di Trento.
I destinatari della misura sono quattro cittadini italiani, due dei quali di origine albanese, tutti residenti in Val di Sole, e un cittadino tunisino domiciliato a Gardolo, ritenuto dagli investigatori uno dei principali fornitori della rete di spaccio. Nel corso dell'operazione è stata inoltre eseguita una sesta perquisizione che ha portato alla denuncia in stato di libertà di un cittadino marocchino residente a Ville d'Anaunia, trovato in possesso di sostanza stupefacente.
L'inchiesta, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Trento e sviluppata dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cles, era partita nell'aprile 2025 dopo un controllo stradale a Dimaro Folgarida. In quell'occasione uno degli odierni indagati era stato arrestato con circa 40 grammi di marijuana e oltre un etto di cocaina, parte della quale già suddivisa in dosi pronte per lo spaccio.
Le successive attività investigative, supportate da servizi di osservazione, intercettazioni e controlli sul territorio, hanno consentito di ricostruire un gruppo di ventenni che gestiva un'attività stabile di vendita di cocaina e hashish nelle Valli del Noce. Secondo quanto emerso, gli indagati si contendevano la clientela composta sia da giovani residenti sia da turisti, adottando modalità di vendita ritenute dagli investigatori particolarmente organizzate.
Tra i sistemi documentati figurerebbero consegne a domicilio della droga, vere e proprie "prove gratuite" della sostanza, pagamenti effettuati attraverso carte prepagate intestate agli stessi spacciatori e perfino compensi in beni materiali, come un ciclomotore. Le indagini hanno inoltre evidenziato il presunto utilizzo di acquirenti ritenuti fidati, anche minorenni, incaricati di distribuire lo stupefacente in cambio di denaro o altri vantaggi.
Gli investigatori sono riusciti anche a individuare uno dei principali canali di approvvigionamento della rete. Poco prima di Halloween 2025, durante un'operazione a Ville d'Anaunia, i militari avevano arrestato il presunto fornitore tunisino insieme a uno degli spacciatori solandri, sequestrando circa un chilo e mezzo di hashish suddiviso in 15 panetti e 55 grammi di cocaina già confezionata in dosi. Secondo gli accertamenti, dalla droga sequestrata sarebbero state ricavabili oltre 27 mila dosi destinate al mercato locale.
Nel corso delle perquisizioni eseguite oggi i carabinieri hanno inoltre sequestrato altri 40 grammi di hashish e circa 1.000 euro in contanti, ritenuti presunto provento dell'attività di spaccio.








