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TRENTO. L’Arcidiocesi di Trento chiude il bilancio 2025 con un avanzo di gestione pari a 122.041 euro. Il dato emerge dal Rapporto annuale “La Chiesa per il territorio”, presentato al Polo culturale Vigilianum nel corso di un incontro dedicato ai componenti dei Consigli per gli affari economici delle parrocchie trentine. Il documento, giunto alla nona edizione, offre una fotografia dei conti dell’Arcidiocesi, degli enti collegati e delle parrocchie del territorio.
I ricavi dell’Arcidiocesi di Trento hanno raggiunto 11,3 milioni di euro, in crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alle attività pastorali legate all’Anno giubilare. I costi si sono attestati a 10,8 milioni di euro, mentre le imposte hanno superato i 353mila euro. Al 31 dicembre 2025 il totale dell’attivo ammontava a oltre 117 milioni di euro, con un patrimonio netto di quasi 82,5 milioni. Il rapporto evidenzia inoltre l’impegno sul fronte della trasparenza amministrativa e della qualità della gestione finanziaria.
Ampio spazio viene riservato anche all’utilizzo dei fondi dell’8xmille. Per le attività caritative sono stati distribuiti quasi 987mila euro, dei quali 835mila destinati alla Fondazione Caritas Diocesana. Oltre un milione di euro è stato invece impiegato per attività di culto e pastorali. La quota principale, pari a 600mila euro, è stata destinata al restauro della Cattedrale di San Vigilio, mentre altri contributi hanno sostenuto interventi su chiese, canoniche, oratori, campanili e beni artistici presenti nelle comunità locali.
Il rapporto include anche il rendiconto aggregato di 478 enti parrocchiali. Le offerte dei fedeli, insieme a donazioni, lasciti ed eredità, hanno garantito entrate per circa 6,5 milioni di euro. Nel complesso, però, i conti delle parrocchie registrano un disavanzo di 4,9 milioni di euro, determinato principalmente dagli ammortamenti e dagli interventi necessari per la manutenzione del patrimonio immobiliare.
L’arcivescovo Lauro Tisi ha definito la rendicontazione un importante strumento di partecipazione e trasparenza, mentre l’economo diocesano Marco Merler ha sottolineato come l’avanzo di gestione rappresenti una capacità di risparmio finalizzata a sostenere le necessità future della comunità ecclesiale.


