TRENTO. «Guardati bene alle spalle quando giri in città». «Non ti consiglio di cercare mio figlio perché potrebbero arrivarti due destri». «Ieri erano fuori di testa e ti sono venuti a cercare». Questi sono alcuni dei messaggi che una donna, nella primavera del 2022, ha inviato all'ex compagno dopo una discussione in merito ad un prestito di 300 euro. Denaro che l'uomo aveva consegnato al figlio di lei e che, finita la storia d'amore, voleva che gli fosse restituito. Nel decidere da che parte stare, se con l'ex o con il figlio, la donna non ha avuto dubbi: ha intimato all'uomo di tenersi alla larga e gli ha mandato messaggi con minacce esplicite, anche di violenze fisiche.

Una condotta che per il codice penale è qualificata in minacce: la donna, denunciata dall'ex compagno, è stata condannata a 600 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali. La pena decisa dal giudice era stata la stessa chiesta dal pubblico ministero, tenendo conto dell'aggravante (la sproporzione fra l'accaduto e le minacce, rivolte ad una persona anziana) e della recidiva (l'imputata aveva dei precedenti, anche se non specifici).

La difesa aveva invece chiesto l'assoluzione e in subordine non doversi procedere per particolare tenuità dell'accaduto. La vittima è un pensionato, all'epoca dei fatti 75enne, che ha raccontato di aver conosciuto la donna in un momento particolare della propria vita. Era iniziata una relazione, seppure non stabile, nel corso della quale aveva prestato alcune somme di denaro al figlio di lei.

Alla richiesta di restituzione dei soldi, la donna aveva reagito inviando messaggi minacciosi. Il pensionato, sentito come testimone, aveva detto di aver avuto paura anche ad uscire da solo di casa, perché sia il figlio dell'imputata che il genero avevano problemi legati alla droga.