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TRENTO. Chi rifiuterà un alloggio Itea precedentemente opzionato non potrà fare di nuovo domanda per sei anni. È questo uno degli elementi salienti della revisione delle procedure per entrare in graduatoria Itea, ieri approvata dal Consiglio Autonomie Locali su proposta della giunta provinciale.
«L'obiettivo è ridurre i tempi di attesa per il conferimento dell'alloggio, attualmente di circa un anno - ha spiegato l'assessore provinciale Simone Marchiori - Saranno attivate due graduatorie l'anno e potremo garantire un tempo di risposta di novanta giorni». L'assessore illustra la ragione della penalizzazione comminata a chi rifiuta un alloggio a cui prima si era data disponibilità: «Vogliamo rimettere in gioco gli alloggi in aree considerate meno appetibili».
Ecco sinteticamente il funzionamento della procedura. L'aspirante inquilino dovrà accedere dal portale online "Stanza del cittadino", per poi accreditarsi con nome e cognome. Il sistema automaticamente rileverà l'Icef e proporrà una serie di aree in cui gli alloggi sono disponibili, parametrate sulla base delle caratteristiche del nucleo familiare. Il cittadino potrà selezionare tra le opzioni proposte quelle che più lo soddisfano: potenzialmente potrebbe selezionarne anche un grande numero, ma qui si inserisce la novità. È bene che il cittadino valuti con attenzione le aree a cui dà disponibilità, perché se poi verrà selezionato, dovrà accettare, pena l'esclusione dalla possibilità di fare domanda per sei anni. Potrà capitare che il sistema non riesca a proporre soluzioni adeguate alle caratteristiche del proprio Icef: ma a quel punto il cittadino potrà compilare un questionario "libero" in cui esprimere le sue esigenze. I tecnici sottolineano che la compilazione del questionario sarà importante in quanto consentirà di perfezionare la programmazione.
Sempre sul fronte casa, il Cal ha dato parere favorevole alla proposta della giunta provinciale che introduce nuovi sostegni al pagamento dei canoni di locazione nelle zone periferiche e disagiate. «I beneficiari saranno i nuclei che entro il 2026 trasferiranno la residenza anagrafica in uno dei trentatré comuni individuati», ha spiegato l'assessore Marchiori. Il contributo arriva fino a 3.000 euro l'anno e si prevedono maggiorazioni fino a 250 euro per le coppie di giovani con meno di 40 anni; fino a 500 euro se il nucleo è una famiglia con almeno tre figli a carico; fino a 500 euro se è presente una persona con invalidità superiore a 75%; 500 euro se il nucleo ha un Icef non superiore a 0, 41. Il contributo e le maggiorazioni potranno coprire al massimo il 100% del canone annuale. Sul capitolo politiche sanitarie, si è discusso della gestione delle demenze tra gli anziani, che in Trentino colpiscono circa diecimila persone.
È stato approvato dal Cal il Piano provinciale delle demenze, illustrato dall'assessore provinciale Mario Tonina: «I numeri non possono lasciare indifferenti ed è fondamentale investire sulla prevenzione», in quanto, sottolineano i tecnici, almeno la metà delle demenze sono prevenibili con adeguati stili di vita. Si formula dunque un piano con 26 azioni volte a favorire globalmente la creazione di "comunità amiche" delle persone con demenza, al fine di favorirne quanto possibile l'autosufficienza e la permanenza all'interno della propria abitazione, evitando il ricovero nelle rsa. Inoltre si punta a potenziare le strutture territoriali di assistenza, i quattordici Centri per i disturbi cognitivi e per le demenze presenti in Trentino.


