TRENTO. Anche in Trentino sarà messa a disposizione la «culla per la vita», destinata ad accogliere in sicurezza i neonati non riconosciuti dalla madre, garantendo assistenza immediata e riservatezza.

Lo prevede una norma inserita nell'assestamento di bilancio della Provincia grazie a un emendamento della consigliera Eleonora Angeli, approvato la scorsa settimana.

L'emendamento dà attuazione a una mozione della stessa Eleonora Angeli, approvata dal Consiglio provinciale nel 2024, che impegnava la Giunta a individuare i luoghi più idonei per l'installazione di una o più culle per la vita, destinate ad accogliere in sicurezza i neonati in situazioni di abbandono.

La norma stanzia 60.000 euro per il 2026 e 30.000 euro all'anno per il 2027 e il 2028, a sostegno della realizzazione e della gestione dell'iniziativa.

«Non è un tema ideologico – afferma Eleonora Angeli – è un tema profondamente umano. La culla per la vita non sostituisce gli altri strumenti di sostegno alla maternità, ma li integra. Rappresenta una possibilità estrema per situazioni eccezionali, nelle quali una madre vive una condizione di disperazione tale da non riuscire a vedere alternative. Offrire una possibilità in più significa proteggere la vita e accompagnare con discrezione e rispetto chi attraversa uno dei momenti più difficili della propria esistenza. Una comunità davvero solidale non giudica».

Con lo stesso emendamento viene inoltre previsto che la Provincia di Trento promuova iniziative per far conoscere la possibilità del parto in anonimato nelle strutture dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), anche attraverso campagne informative rivolte alla cittadinanza e realizzate dall'azienda sanitaria o dai consultori.

Le culle per la vita, moderne eredi della storica «ruota degli esposti», sono già presenti in quasi tutte le regioni italiane. Restano escluse soltanto Friuli-Venezia Giulia, Molise, Sardegna e le Province autonome di Trento e Bolzano.

La mozione presentata da Eleonora Angeli era stata approvata nel 2024 quasi all'unanimità dal Consiglio provinciale, con una sola astensione.