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COMANO TERME. L'Hotel Comano Cattoni Holiday resta in famiglia. Il 30 aprile, a firmare il rogito davanti al notaio Daniel Vidalot, con la parte venditrice Ermete srl (della Pitagora sas di Giancarlo Cattoni e Maria Cristina Cattoni), è stata la società Evo Dolomyte srl, costituita il 9 gennaio 2024 con 10.000 euro di capitale sociale. Sede a Trento in via Brennero 322, la srl è amministrata dal commercialista trentino Andrea Endrizzi ma è controllata al 24% da Law Capital International Ltd, con sede a Londra, e al 76% dalla trentina Evoluzione Holding srl.
Affare di famiglia, si diceva, perché proprio questa società, costituita nel 2018 e sempre amministrata da Endrizzi, ha come soci l'amministratore delegato di A22 Diego Cattoni (90%) e la moglie Iris Devigili (10%).
Affare e storia di famiglia: «Era il 1880 - ricorda Diego Cattoni - quando la prima locanda fu aperta a Comano dal mio bisnonno. Poi la locanda divenne pensione e quindi albergo». Arrivando al 2024, sono oltre quattro le generazioni dei Cattoni che si sono succedute per far diventare quello che era inizialmente un esercizio molto semplice e spartano in un hotel di rango. Impresa andata per il verso giusto fino al secondo decennio del Duemila: poi, nel 2020, l'azienda aveva chiuso il primo anno del Covid con una perdita ingentissima, di oltre 1,8 milioni di euro: capitale sociale e riserve erano stati completamente erosi, tanto da portare il patrimonio netto in negativo per oltre 1,3 milioni di euro e da far ritenere insufficiente l'attivo patrimoniale da 1,7 milioni a soddisfare una massa di crediti per oltre 3 milioni.
Di qui, nel 2022, la sentenza di fallimento per la Ermete e la messa in vendita dell'albergo (da 75 stanze con spa e centro benessere), valutato 3.526.000 euro. Primo tentativo di vendita deserto, secondo e terzo (quando il prezzo era sceso fino a 1.985.000 euro) pure: ma a inizio anno al curatore fallimentare Carlo Delladio è arrivata una offerta irrevocabile di acquisto pari a 1.322.000 euro proprio dalla Evo Dolomyte srl. In base a questa, il curatore ha emesso un nuovo avviso di vendita con scadenza 18 marzo, data entro cui è arrivata ufficialmente solo la proposta già ricevuta.
L'affare quindi è andato in porto, per un terzo del valore iniziale asseverato.
Spiega ancora Diego Cattoni: «Non volevamo che un patrimonio famigliare andasse disperso: bisnonni, nonni, zii e cugini hanno messo tutto, in quell'albergo. Vogliamo che questa storia continui e anzi possa avere un rilancio».
«Comano è un territorio che ha delle potenzialità enormi - continua -, ma anche delle difficoltà che però sembrano in via di soluzione: deve essere ristrutturato lo stabilimento delle terme con un progetto che già c'è, ci sono problemi viabilistici ma la Provincia sta portando avanti il progetto di variante... L'ambiente è molto bello, la posizione è felice per la vicinanza al lago di Molveno e lago di Garda e il microbiota che rende unica l'acqua termale promette ulteriore successo per le cure».
Insomma, ci sono tutte le premesse perché un investimento come quello portato a termine (a parte la nota familiare) si riveli azzeccato: «Questo - conferma il manager - è anche un impegno per il rilancio dell'hotel, che deve essere adeguato alle esigenze del mercato turistico attuale. Oltre all'acquisto, quello che si vuole fare è infatti rinnovare la struttura, con un deciso upgrade».
Ma come mai l'acquisto non è stato fatto direttamente dalla Evoluzione Holding riconducibile a Diego Cattoni, ma tramite una società che ha un socio britannico? «E' normale - risponde Cattoni - per questo tipo di operazioni. Niente di strano».


