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TRENTO. Con l'obiettivo di dare continuità al progetto di "Gelato Solidale" - attivato in Georgia dal pasticcere e gelataio trentino Giorgio Marzari e da Emiliano Feller esperto del latte - prende piede la nuova iniziativa dal nome "catena della solidarietà" in collaborazione con l'Associazione Italia Georgia Trentini per la Georgia.
«Siamo persone impegnate nel sociale e, nel 2001 dopo aver rilevato alcuni macchinari per la produzione di gelato, abbiamo capito che non volevamo solo donarli ma volevamo portare le nostre esperienze professionali: io come esperto del latte e Giorgio del laboratorio di pasticceria e gelateria - spiega Emiliano Feller. - Abbiamo trovato persone che hanno creduto nel nostro progetto per cui la cosa è andata a buon fine e siamo riusciti a trovare delle persone molto motivate che lavorano su nostre indicazioni».
Con il progetto "Gelato solidale" infatti i due trentini hanno portato i macchinari per la produzione in Georgia, precisamente a Batumi sulle rive dal Mar Nero, dove grazie anche all'impegno della Caritas i due hanno insegnato il mestiere ad alcuni ragazzi per poi aprire la gelateria. Oggi la gelateria è stata affidata ad una famiglia di Batumi e dà lavoro ad un totale di 8 dipendenti con l'obiettivo di utilizzare gli utili per sostenere un progetto contro la dipendenza da alcool, un problema sociale molto esteso in quelle zone. «Quest'anno abbiamo deciso di tornare a vedere come stava andando e ci siamo resi conto che c'è molta volontà da parte dei locali di continuare la collaborazione ma hanno bisogno di cambiare alcuni macchinari» sottolinea Feller.
I due volontari sono tornati in Italia il 6 settembre ed hanno trascorso i loro 10 giorni in Georgia revisionando il libro di ricette, preparato per i ragazzi da Marzari nel 2011, aggiornando le materie prime e cercando di migliorare sempre più l'esperienza.
«Abbiamo visto che la frutta di ottima qualità e lo sciroppo mantengono le caratteristiche di un gelato vellutato. Abbiamo poi messo a posto la ricetta delle creme e sostituito il burro con la panna. La difficoltà più grande l'abbiamo riscontrata non trovando il destrosio, un tipo di zucchero ideale per la preparazione dei gelati, che aiuterebbe molto a migliorare la struttura del prodotto. Stiamo perciò lavorando affinché arrivi anche in Georgia - spiega Giorgio Marzari -. Ci siamo poi resi conto dello stato delle macchine: c'è bisogno di cambiare in particolare il mantecatore».
Da qui l'idea della «catena di solidarietà», un nuovo appello a tutti i gelatai affinché, nel caso dovessero cambiare macchinario o ne avessero uno in più possano fare un gesto solidare e darlo a basso prezzo alla gelateria di Batumi. «La stagione sta andando bene, c'è un flusso turistico interessante a Batumi perché la Georgia è un crocevia di persone ed esperienze, per questo stiamo cercando di far girare quest'informativa a tutto il mondo del gelato per poter dare continuità all'impresa nel corso dei prossimi anni» conclude Feller.


