TRENTO. Le Case della comunità diventano, secondo Paolo Zanella, il simbolo di una mancanza di pianificazione nella sanità territoriale trentina. Il consigliere provinciale del Pd punta il dito contro ritardi organizzativi, carenza di programmazione e assenza di un reale coinvolgimento delle comunità locali in un progetto considerato decisivo per il futuro dell’assistenza.


Secondo Zanella, l’avvio e lo sviluppo delle Case della comunità sarebbero stati pianificati soltanto nel novembre scorso, a tre anni dal decreto ministeriale 77 del 2022. Una scelta che, a suo giudizio, avrebbe fatto perdere tempo prezioso, senza attivare percorsi di partecipazione della cittadinanza né il coinvolgimento degli enti del terzo settore. Critiche anche al rapporto con le Comunità di valle, chiamate in causa solo nella seconda metà del 2025.


Nel mirino finisce anche la collocazione delle strutture. Zanella cita il caso di via Unterveger, a Trento nord, definita un’area produttiva priva di un vero contesto residenziale e senza fermata del trasporto pubblico urbano. Altro esempio è quello di Borgo Valsugana, dove nella sede inaugurata di recente sarebbero emerse carenze di spazi per gli ambulatori dei medici di medicina generale, ritenuti centrali nell’organizzazione delle cure territoriali.


Per il consigliere, finora gli investimenti si sarebbero concentrati soprattutto sugli edifici, senza una parallela attenzione all’assetto dei servizi. Da qui la denuncia di una gestione giudicata insufficiente da parte di Provincia e Azienda sanitaria. Zanella conclude esprimendo solidarietà ai professionisti sanitari, sostenendo che la tenuta del sistema trentino dipenda soprattutto dalla loro capacità di reggere le difficoltà quotidiane.