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TRENTO. Cercava un appartamento in affitto a Modena e, con la "fame" di alloggi che ormai interessa tutta Italia, per diversi giorni ha tenuto controllate le inserzioni on line alla ricerca di una soluzione. Finché su un sito ha trovato ciò di cui aveva bisogno: il canone mensile era conveniente, la posizione buona e l'abitazione decisamente carina, come appariva dalle foto che corredavano l'annuncio.
La donna, che vive a Trento, ha colto al volo l'occasione e inviato al sedicente proprietario l'importo richiesto: un mese di affitto più altri due come deposito cauzionale, per complessivi 1.200 euro, con bonifico verso una carta prepagata.
L'interlocutore con cui si era confrontata per l'accordo economico si è però reso irreperibile subito dopo aver incassato il denaro. Le foto viste e riviste sullo schermo altro non erano che immagini rubate dal web: immagini di un appartamento "fantasma", inesistente nella città e nella via indicata.
L'immediata denuncia della donna alle forze dell'ordine non è servita, purtroppo, a recuperare i soldi, ma ha consentito di identificare due persone, una ventenne residente a Milano, titolare della carta ricaricabile, e un settantenne residente in Campania, intestatario dell'utenza telefonica indicata per l'attivazione della carta. Per la giovane e per il pensionato si è aperto il processo in tribunale a Trento.
I fatti contestati risalgono a maggio 2021. L'udienza è stata rinviata per valutare eventuali futuri accertamenti sullo stato di salute dei due imputati: l'uomo lamenta una grave patologia, mentre la ragazza - come ha evidenziato il suo legale davanti al giudice - da anni soffre di problemi psichici.
I difensori sostengono che fra i due imputati non ci sarebbe mai stato alcun tipo di contatto e che sono essi stessi vittime di un raggiro.
La truffa delle "case fantasma" ora non riguarda più solo le sistemazioni per i turisti, ma si allarga agli immobili con affitti a lungo termine. Succede anche a Trento, dove la richiesta di alloggi è particolarmente alta da parte soprattutto di universitari e di lavoratori provenienti da altre zone d'Italia.
In tribunale è in corso un processo che vede imputati una donna 43enne di origine siciliana e un uomo di 54 anni nato in Puglia, accusati di pubblicato su un sito «fasulle offerte» di appartamenti arredati, «inducendo in errore» le persone. Quattro sono le parti offese, di Roma, Napoli e Belluno; altrettanti sono gli alloggi fantasma proposti sul web, due a Trento (uno era indicato vicino alla stazione, l'altro in Cristo Re), uno a Torino e uno a Bologna.
Per "fermare" l'offerta, le vittime avevano seguito le indicazioni della coppia, versando attraverso un vaglia dai 200 ai 400 euro a titolo di caparra. Ma all'appuntamento per vedere la casa i sedicenti proprietari non si erano presentati ed i loro cellulari risultavano spenti.


