TRENTO. In un momento storico che la vicesindaca del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli ha definito di «culle vuote e aerei pieni di giovani che emigrano» l'obiettivo del Rapporto infanzia e giovani 2025 non vuole essere solo una fotografia della vita di bambini, bambine, ragazzi e ragazze di Trento (quest'anno per la prima volta l'indagine è stata ampliata alla fascia di età compresa tra i 18 e i 29 anni), ma anche uno strumento per capirne bisogni e sogni delle nuove generazioni in modo da gettare le basi affinché Trento possa essere la città dove rimanere a vivere bene oppure avere voglia di tornare.

Un rapporto che conferma le problematicità di questi anni, comuni a molte realtà italiane: calo delle nascite, emergenza case, lavori precari anche dopo la laurea. Ma il report, curato dal borsista di ricerca presso l'ufficio politiche giovanili del Comune di Trento Lucio Mattia Pascale, mette in evidenza anche aspetti positivi come il fatto che il tasso di occupazione è in aumento, che diminuiscono i Neet (ragazzi che non studiano e non lavorano) e che il 24% dei giovani trentini ha preso parte ad attività di volontariato, quota più che doppia rispetto alla media nazionale. Ai numeri si sono aggiunte testimonianze e racconti che potranno servire a indirizzare le scelte future dell'amministrazione.

Aspetto demografico

Nel rapporto viene evidenziata una crescita contenuta della popolazione residente, trainata soprattutto dai flussi migratori, con un aumento del 13,4 per cento della fascia over 65 e una riduzione dell'8,5 % di quella under 18. Dal 2015 le nascite sono calate del 19,9 per cento. Erano più di mille nel 2015 e sono scese a 814 nel 2024.

Le famiglie cambiano forma: aumentano quelle unipersonali e diminuiscono i nuclei con figli.

Situazione economica

Il reddito medio equivalente pro capite delle famiglie trentine è in crescita del 10.5% rispetto al 2021, ma tale incremento non compensa l'aumento dei prezzi (+15% nello stesso periodo).

Istruzione

Lo sforzo del Comune di Trento per venire incontro alle famiglie con tariffe agevolate e posti nido emerge anche dai dati. L'offerta dei servizi per la prima infanzia garantisce l'accesso al nido a oltre il 50 per cento dei bambini nella fascia 0 - 3 anni residenti a Trento. Per quanto riguarda i diversi cicli di istruzione, si registrano un calo delle iscrizioni dovuto alla denatalità e una maggiore presenza di studenti con background migratorio e con bisogni educativi speciali, oltre a una divisione di genere nella scelta del percorso scolastico.

L'Università di Trento continua a rappresentare un polo di eccellenza e attrattività a livello nazionale, confermato anche dal numero degli studenti fuori sede, pari a circa il 75 per cento del totale. In questo ambito, le maggiori difficoltà sono costituite dalla carenza di alloggi e dalla transizione verso il mondo del lavoro. Secondo le stime ne mancano almeno 800.

Mercato del lavoro giovanile

La crescita occupazionale, a partire dal 2021, mostra un aumento medio annuo del 3,75 per cento, anche se la stabilità occupazionale resta un nodo irrisolto. Le assunzioni a tempo determinato e i contratti intermittenti costituiscono la quota maggioritaria delle nuove attivazioni, mentre le forme stabili rimangono marginali. I dati raccolti da Confindustria, per contro, rilevano la difficoltà delle aziende nel trovare giovani con competenze adeguate e una forte propensione, per il 54 per cento di loro, a immaginare un futuro professionale fuori provincia.

Politiche sociali

Dei 2.650 utenti presi in carico nel 2024 dal servizio Welfare e coesione sociale più della metà sono minorenni (il 55,9 per cento, pari a 1.480 utenti). Dal 2015, i nuclei familiari seguiti sono aumentati del 19 per cento, gli adulti del 14 e i minori del 35, con una maggiore incidenza della fascia d'età 0 - 5 anni. Sono tuttavia in forte aumento gli interventi integrativi, ovvero le soluzioni educative domiciliari (+88 per cento) e gli spazi neutri (+90 per cento), e in calo quelli sostitutivi (-22,9 per cento), segnale di un'efficace azione preventiva e di un potenziamento della rete educativa territoriale.

Salute e benessere

I giovani trentini presentano stili di vita più sani della media nazionale e un buon livello di soddisfazione personale. Quasi 9 bambini su 10 in età infantile svolgono attività fisica regolarmente e il 69 per cento pratica sport strutturato almeno due volte a settimana.

Tuttavia, la crescita anagrafica va di pari passo con una maggiore sedentarietà: solo il 17% degli adolescenti è fisicamente attivo quasi ogni giorno, mentre il 18% è sedentario, soprattutto tra le ragazze. Ma c'è un aspetto che preoccupa, quello della salute mentale e delle dipendenze. Ansia, stress e disagio relazionale legati al periodo post-pandemico e all'incertezza per il futuro segnano inoltre un aumento delle problematiche della sfera psicologica, che si traduce in un rapporto problematico con i dispositivi elettronici. Come illustrato dall'Azienda sanitaria, il 27% dei bambini passa più di due ore al giorno davanti agli schermi, il 16% degli adolescenti trentini trascorre quotidianamente almeno 5 ore davanti agli schermi, il 10% dei ragazzi usa i social in modo problematico e il 18% gioca eccessivamente a videogame. Infine, anche sul piano delle dipendenze c'è da riflettere: in Trentino, circa 2800 ragazzi compresi tra i 13 e i 15 anni fumano abitualmente, mentre il 15% consuma alcol settimanalmente.

Altro dato evidenziato è quello delle abitudini sessuali ma soprattutto quello delle interruzioni di gravidanza cresciute sensibilmente: si è passati da 259 nel 2020 a 300 lo scorso anno.

Fondi destinati ai giovani

Sono 51,5 milioni i fondi destinati al target 0-29 anni nella spesa di parte corrente all'interno del bilancio dell'Amministrazione comunale, a cui si aggiungono 47,54 milioni di euro stanziati per le opere pubbliche in corso.