PHOTO
TRENTO. La nuova corsa al trasporto pubblico provinciale a 25 euro per quattro mesi riaccende una questione che riguarda chi, invece, sul trasporto pubblico ha già investito per tutto l’anno. Dal primo settembre al 31 dicembre 2026 lavoratori e pensionati delle categorie previste possono infatti viaggiare sull’intera rete provinciale con un abbonamento quadrimestrale dal costo particolarmente contenuto. Una misura pensata per incentivare l’utilizzo di bus e treni, ma che secondo la consigliera provinciale e regionale Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) rischia di creare una disparità tra chi acquista ora la nuova formula e chi aveva già scelto un abbonamento annuale.
La Provincia ha confermato nei giorni scorsi la proroga dell’iniziativa, dopo il successo della sperimentazione estiva, che aveva portato a circa 20 mila adesioni. Il nuovo titolo, acquistabile dal 29 agosto, permette di utilizzare dal primo settembre tutta la rete del trasporto pubblico provinciale: autobus urbani ed extraurbani, treni locali, ferrovia Trento-Malé-Marilleva, ferrovia della Valsugana tra Trento e Primolano, linea del Brennero nei tratti e con le limitazioni previste e funivia Trento-Sardagna.
Proprio questa estensione è al centro delle perplessità sollevate da Coppola. Il problema, secondo la consigliera, non sarebbe soltanto il prezzo dell’abbonamento, ma le diverse possibilità di utilizzo riconosciute agli utenti. Chi acquista la nuova formula da 25 euro può infatti contare sulla libera circolazione sull’intera rete provinciale, mentre chi ha già sottoscritto un abbonamento annuale continua a essere vincolato alle caratteristiche e alla validità del titolo acquistato.
La Provincia ha previsto una forma di compensazione. Dal 15 settembre gli abbonati annuali o semestrali delle categorie interessate potranno chiedere un rimborso per il periodo di sovrapposizione con il nuovo abbonamento quadrimestrale, purché la sovrapposizione superi complessivamente i 30 giorni. E, per ottenere il rimborso, non è necessario acquistare anche il nuovo abbonamento da 25 euro.
È proprio su questo punto che Coppola chiede però un passo ulteriore. Il rimborso, sostiene, non risolverebbe completamente la questione, perché la differenza non sarebbe esclusivamente economica. Il nodo è rappresentato dalla possibilità di utilizzare o meno l'intera rete provinciale alle stesse condizioni.
La consigliera chiede quindi alla Provincia per quale ragione ai titolari di un abbonamento annuale non vengano riconosciute le stesse possibilità di viaggio previste per chi acquista la nuova card agevolata e se l'amministrazione intenda adottare misure per garantire condizioni equivalenti agli utenti che avevano già scelto di utilizzare stabilmente il trasporto pubblico.
La questione assume un peso particolare proprio perché l'obiettivo dichiarato della misura è favorire la mobilità collettiva e rendere il trasporto pubblico un'alternativa più conveniente all'auto privata. La nuova formula da 25 euro nasce infatti anche sulla scia delle circa 20 mila adesioni registrate durante l'estate e della volontà della Provincia di dare continuità all'iniziativa fino alla fine dell'anno.
La domanda posta da Coppola è dunque se l'incentivo per nuovi utenti debba necessariamente tradursi in condizioni diverse per chi aveva già scelto il trasporto pubblico. Un tema che va oltre il semplice calcolo del rimborso e investe il rapporto tra le diverse categorie di abbonati.
La Provincia, intanto, ha confermato la possibilità di chiedere il rimborso a partire dal 15 settembre. Resta ora da capire se alle richieste della consigliera seguirà anche un intervento per uniformare le condizioni di viaggio tra i diversi titoli.


