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TRENTO. Il caporalato esiste anche in Trentino e non riguarda soltanto i campi. Il fenomeno dello sfruttamento e dell'intermediazione illecita del lavoro interessa anche altri comparti e sta assumendo forme nuove, tra cui quella dello sfruttamento di lavoratori extracomunitari da parte di connazionali. A riconoscerlo è la stessa Provincia autonoma di Trento nella risposta dell'assessore allo Sviluppo economico e al lavoro Achille Spinelli all'interrogazione presentata dalla consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri. Una fotografia accompagnata dai numeri dell'attività ispettiva: nel biennio tra il primo luglio 2024 e il 30 giugno 2026 le sanzioni amministrative nei settori dell'agricoltura, degli alberghi e dei pubblici esercizi hanno raggiunto complessivamente oltre 1,25 milioni di euro, ai quali si aggiungono le somme relative alle prescrizioni definite in via amministrativa.
La risposta di piazza Dante parte da un'affermazione netta: «Il caporalato è presente in Trentino, anche in settori diversi da quello agricolo». Negli ultimi anni il Servizio Lavoro ha svolto attività di vigilanza insieme alle forze dell'ordine, tra cui Guardia di Finanza e Carabinieri, partecipando inoltre ai gruppi interforze e alle campagne nazionali contro il caporalato. Il fenomeno, sottolinea la Provincia, è «in continua metamorfosi» e tra gli sviluppi individuati c'è proprio lo sfruttamento del lavoratore straniero da parte di persone della stessa nazionalità.
Particolarmente significativi sono i numeri contenuti nelle tabelle allegate alla risposta. Tra alberghi e pubblici esercizi le sanzioni amministrative raggiungono complessivamente 965.445 euro, mentre altri 52.530 euro riguardano prescrizioni definite in via amministrativa. Il capitolo economicamente più consistente è quello del lavoro nero, con 69 pratiche e sanzioni per oltre 503 mila euro. Pesano anche il superamento del limite dei lavoratori somministrati, con una sanzione vicina ai 410 mila euro, e diverse violazioni riguardanti collocamento, orario di lavoro, prospetti paga, riposi e sospensione dell'attività.
Anche nell'agricoltura l'attività di controllo ha fatto emergere numerose irregolarità. Le sanzioni amministrative riportate nel documento ammontano a 288.079 euro, cui si aggiungono 7.864 euro di prescrizioni definite in via amministrativa. La voce dominante è ancora una volta il lavoro nero: 37 pratiche per oltre 216 mila euro di sanzioni. Seguono, tra le altre, contestazioni per appalti privi dei requisiti, sospensione dei lavori, comunicazioni di assunzione, denunce Inail, orari e visite mediche preventive.
Sul fronte dei controlli, però, le forze a disposizione sono limitate. L'organico degli ispettori del lavoro impegnati nell'attività di vigilanza è attualmente composto da 13 persone, sei uomini e sette donne. Considerati i pensionamenti previsti con il turnover, la Provincia ha già chiesto la pubblicazione di un nuovo bando di concorso per assumere funzionari destinati all'attività ispettiva. Sono inoltre in corso interlocuzioni affinché il fabbisogno venga preso in considerazione già nei prossimi turni di assunzione.
Una parte dell'attività di prevenzione passa dallo Sportello unico per l'immigrazione, funzione svolta dal Servizio Lavoro provinciale. Prima del rilascio dei nulla osta per l'ingresso dall'estero, in raccordo con la Questura vengono effettuati controlli sulla documentazione presentata dai datori e successivamente vengono monitorate le assunzioni dei lavoratori che hanno sottoscritto i contratti di soggiorno. La Provincia cita inoltre i dati della campagna "Ero straniero" relativi al decreto flussi 2025: il Trentino avrebbe raggiunto il 43% di successo della procedura, la percentuale più alta, considerando rilascio dei nulla osta, sottoscrizione dei contratti e richieste dei permessi di soggiorno.
Accanto alla repressione, piazza Dante punta sulla promozione della legalità. Uno dei risultati rivendicati riguarda la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità dell'Inps, nata per certificare le imprese agricole rispettose delle norme fiscali, lavoristiche e di sicurezza. In Trentino le aziende aderenti sono passate da meno di dieci a circa 250. La Provincia ha inoltre esteso alle società semplici agricole lo scambio di manodopera: le modalità operative del nuovo istituto sono state definite dalla Giunta nel giugno scorso.
La strategia per il futuro passa soprattutto dall'Agenzia del Lavoro e da un sistema che dovrebbe rendere più trasparente l'incontro tra imprese e lavoratori stagionali. Il portale Trentino Lavoro sarà potenziato con sezioni dedicate esclusivamente al lavoro stagionale e con liste pubbliche di disponibilità, con l'obiettivo dichiarato di ridurre la necessità di intermediari. Per accedere agli strumenti, i datori dovranno identificarsi attraverso un modulo ufficiale o la sezione dedicata del portale, indicando partita Iva o codice fiscale, così da rendere tracciabile il processo di incontro tra domanda e offerta.
Sono previsti anche Recruiting Day nei territori e, in particolare, nelle valli a maggiore vocazione agricola, con la presenza degli operatori dei Centri per l'impiego. A questi si aggiungeranno campagne di reclutamento specifiche per turismo e agricoltura, progetti rivolti anche a stranieri e donne e campagne informative multilingue per i lavoratori stagionali, con indicazioni sui contratti regolari, sull'accesso legale al mercato del lavoro e sulle modalità per denunciare eventuali tentativi di sfruttamento.
Tra gli strumenti messi in campo c'è anche il progetto "Buon Lavoro", collegato alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità e a una convenzione sperimentale sottoscritta nel febbraio 2025 con Ministero del Lavoro e Inps. L'obiettivo è formare i datori sulla corretta gestione dei rapporti di lavoro e sulla salute e sicurezza, tutelando al tempo stesso le aziende regolari, che la Provincia definisce la «maggioranza assoluta» del sistema produttivo agricolo trentino.
Infine c'è "Ready to work: attrarre lavoratori formati e qualificati", progetto sperimentale approvato dal Ministero del Lavoro nel febbraio 2025. Prevede l'inserimento stabile in Trentino di 100 lavoratori qualificati provenienti dall'Argentina, destinati ai settori turistico-alberghiero, della meccanica e riparazione degli autoveicoli e dell'autotrasporto di merci e persone. In questo caso Agenzia del Lavoro individua preventivamente il fabbisogno delle aziende, mentre i candidati vengono selezionati e abbinati al datore di lavoro prima della partenza: un modello che, nelle intenzioni della Provincia, dovrebbe garantire maggiore tracciabilità e ridurre gli spazi per forme irregolari di intermediazione.


