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TRENTO. Si prepara al processo il camionista 54enne che in una gelida notte di gennaio di 3 anni fa non si accorse della presenza di un uomo a lato della carreggiata, intento a cambiare lo pneumatico dell'auto, e lo investì causandogli lesioni gravissime. Il giudice per le indagini preliminari Marco Tamburrino ha disposto l'imputazione coatta, a fronte della richiesta della procura di archiviare il procedimento per «concorso colposo della vittima». Il gip ha evidentemente tenuto conto delle argomentazioni del legale della parte offesa, che si era opposto all'archiviazione proponendo una diversa lettura dell'incidente. La richiesta di rinvio a giudizio è attesa nei prossimi giorni.
L'investimento accadde sulla provinciale 235 all'altezza di Zambana, in direzione Trento, alle 2.45 circa del 31 gennaio 2023. Da quel momento la vita dell'uomo ferito, a cui è stato riconosciuto il 60% di danno biologico, è profondamente cambiata tra ricoveri, terapie farmacologiche e fisioterapiche. Aveva 39 anni all'epoca dei fatti: soccorso dall'ambulanza, venne ricoverato in terapia intensiva, trascorse un mese e mezzo in coma farmacologico e subì l'amputazione della gamba con un periodo lunghissimo di riabilitazione. La procura aveva aperto un fascicolo con l'ipotesi di lesioni stradali gravissime, indagando il 50enne trentino che era alla guida dell'autocarro e che per primo aveva chiamato i soccorsi. «Ho sentito un urto, mi sono girato alla piazzola di sosta che è poco più avanti per capire cosa era accaduto - aveva spiegato ai carabinieri - ho visto un'auto ferma a lato strada e una persona a terra che chiedeva aiuto».
L'auto della parte offesa, una Alfa Romeo Mito, era accostata a lato strada e il 39enne, secondo la ricostruzione dell'accaduto, si trovava in prossimità della striscia che separa il lato destro della carreggiata dalla corsia di emergenza perché intento a sostituire la ruota anteriore sinistra. Per la procura l'auto occupava parte della carreggiata ed aveva le luci spente, il luogo era privo di sufficiente illuminazione e la vittima, che si sarebbe trovata in posizione china, non indossava il gilet ad alta visibilità: dato il concorso di colpa, era stata chiesta l'archiviazione del procedimento.
Nell'opposizione presentata dalla parte offesa, l'avvocato Domenico Acciarito del foro di Caltagirone ha osservato che il mezzo pesante ha una posizione di guida più alta rispetto ad una normale vettura e che dunque appare difficile che il conducente non abbia visto l'Alfa Mito ferma a lato. Trattandosi di una strada ad ampio scorrimento, verosimilmente altri veicoli erano passati prima del camion evitando l'impatto. È stato anche rilevato che la vittima aveva svitato i bulloni della ruota e, dunque, che ciò sarebbe stato possibile solo con qualche luce di posizione accesa. Per il giudice la mancata osservanza da parte della vittima delle norme di cautela non esclude il concorso di colpa del conducente del camion: di qui il provvedimento con cui ordina al pm di formulare l'imputazione coatta.


