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TRENTO. È polemica sul futuro del call center di Dolomiti Energia. La FIOM-CGIL del Trentino denuncia «sconcerto e preoccupazione» per la possibile assegnazione di un appalto a LUO Srl, già al centro di una vicenda accertata di comportamento antisindacale.
Secondo quanto riferito dal sindacato, l’appalto riguarderebbe il servizio legato al mercato libero dell’energia, oggi gestito da circa cinquanta addetti tra Trento e Milano. La notizia, al momento non confermata ufficialmente, aggraverebbe un quadro già contestato nei mesi scorsi, soprattutto per le modalità della gara.
«Le tutele inserite nel capitolato, come le clausole sociali e l’applicazione del contratto dei metalmeccanici, rischiano di restare solo sulla carta», sottolinea la Fiom. Il nodo, secondo il sindacato, è l’affidabilità del soggetto che dovrebbe applicarle: «Affidare il servizio a un’azienda con un profilo antisindacale espone le lavoratrici a rischi concreti e prevedibili».
Nel mirino anche la scelta del gruppo energetico, partecipato da enti pubblici. «È legittimo chiedersi perché sia stato individuato proprio questo soggetto», evidenzia la Fiom, ricordando i risultati economici della società, che nel 2024 ha registrato utili consistenti.
Il sindacato chiede ora a Dolomiti Energia di confermare o smentire ufficialmente la notizia. Sollecitato anche un intervento dei soci pubblici, in particolare i Comuni di Trento e Rovereto e la Provincia, chiamati a chiarire la linea adottata sul fronte della tutela del lavoro. La Fiom annuncia infine che seguirà gli sviluppi della vicenda e valuterà eventuali iniziative a tutela delle lavoratrici coinvolte.


