TRENTO. Il caldo estremo diventa un rischio strutturale anche per il pubblico impiego provinciale e la Provincia apre il confronto con i sindacati per introdurre nuove misure di tutela. Ad annunciarlo è il vicepresidente e assessore al lavoro Achille Spinelli, che ha chiesto l'attivazione di un tavolo negoziale con le organizzazioni sindacali rappresentative. L'obiettivo è arrivare a misure contrattuali specifiche per i periodi caratterizzati da temperature particolarmente elevate, con un'attenzione particolare ai servizi di manutenzione infrastrutturale e al comparto forestale.

«Alla luce dell’evoluzione delle condizioni climatiche e della necessità di assicurare un’applicazione effettiva e uniforme delle misure di prevenzione anche nell’ambito del pubblico impiego provinciale, ho richiesto l’attivazione di un confronto negoziale», spiega Spinelli. Sul tavolo potranno finire la rimodulazione degli orari e delle attività lavorative, pause adeguate, modalità flessibili di svolgimento della prestazione quando compatibili con le mansioni e procedure uniformi da attivare quando il rischio legato al caldo raggiunge livelli elevati.

Particolare attenzione, sottolinea la Provincia di Trento, dovrà essere riservata al personale maggiormente esposto e ai lavoratori più vulnerabili per condizioni personali o di salute. Il punto di partenza è che i recenti picchi registrati anche in Trentino dimostrano come l'esposizione alle alte temperature non possa più essere considerata un'emergenza occasionale, ma un fenomeno destinato a incidere sempre più sulla sicurezza e sull'organizzazione del lavoro.Il caldo diventa un rischio strutturale

Tra le categorie maggiormente interessate ci sono i lavoratori impegnati all'aperto nelle attività tecniche, operative e manutentive, gli operatori agricoli e forestali e chi svolge la propria attività in ambienti chiusi senza condizioni microclimatiche adeguate.

Secondo Spinelli, il cambiamento delle condizioni climatiche impone anche una riflessione più ampia sui contratti. «Molti contratti collettivi nazionali, come quelli dell’edilizia, prevedono attualmente la possibilità di richiedere ai lavoratori un’ora di straordinario in più nei mesi più caldi». Una previsione che, secondo l'assessore, deve essere riesaminata alla luce di un quadro caratterizzato da temperature superiori alla media anche in autunno e da inverni più miti, adeguando in maniera strutturale le disposizioni contrattuali ai nuovi scenari meteorologici.

Linee guida, ordinanze e controlli

L'apertura della contrattazione si inserisce nel percorso avviato dopo l'Accordo del 2 luglio 2025 tra Governo e parti sociali e affianca le misure già adottate in Trentino. Il 19 giugno 2026 la Giunta provinciale ha approvato specifiche linee di indirizzo provinciali che contengono indicazioni per la valutazione del rischio, la modifica di orari e pause, la gestione delle emergenze e il monitoraggio delle condizioni climatiche.

Un secondo fronte riguarda i Comuni trentini. Dopo la raccomandazione inviata da Spinelli al Consiglio delle Autonomie Locali il 22 luglio, Trento, Arco, Rovereto e Borgo Valsugana si sono dichiarati disponibili ad adottare ordinanze per consentire di anticipare l'orario ordinario di lavoro, riducendo così l'esposizione nelle ore più calde della giornata.

Parallelamente prosegue la campagna straordinaria di controlli della UOPSAL, l'Unità operativa prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Le verifiche puntano ad accertare che i datori di lavoro abbiano previsto nel Documento di valutazione dei rischi (DVR) misure adeguate contro lo stress termico e che le prescrizioni previste vengano effettivamente rispettate.