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TRENTO. La situazione climatica delle Rsa trentine è abbastanza rassicurante. Dopo l'interrogazione della consigliera provinciale Mariachiara Franzoia (Pd) è arrivata la risposta dell'assessore alla salute Mario Tonina sullo stato attuale delle case di cura presenti in Provincia. Su 57 Rsa analizzate, il 56% è dotato di impianti di condizionamento funzionanti e un 25% lo è parzialmente. Il restante 19% non è dotato di impianti di climatizzazione principalmente per la loro mancanza di necessità, dovuta alla quota in cui si trovano le strutture.
Dall'interrogazione emerge l'importanza cruciale degli impianti di condizionamento per contrastare le ondate di calore estivo, sempre più frequenti e fonte di rischio per la salute delle persone anziane residenti nelle Rsa. «Inoltre un ambiente fresco e confortevole - sostiene la consigliera - rende più gradevoli e sostenibili le visite dei familiari, contribuendo al mantenimento dei legami affettivi e sociali, fondamentali per il benessere psicofisico degli ospiti».
Alla Giunta provinciale è stato chiesto il numero di Rsa attualmente dotate di impianti di condizionamento funzionanti, specificando se la climatizzazione fosse presente in tutti gli ambienti comuni. «Nel caso in cui essa risultasse solo parziale, viene richiesto di indicare chiaramente quali aree specifiche ne risultano sprovviste».
L'interpellanza domandava anche le motivazioni di un'eventuale carenza di impianti e mirava a sapere quali sono i piani di adeguamento futuri, con le relative tempistiche stimate per la realizzazione di tali interventi, e quali siano le misure alternative da adottare per mitigare gli effetti del caldo nelle aree non climatizzate. La risposta della Giunta non si è fatta attendere e ha fornito elementi dettagliati sulle condizioni delle Rsa trentine.
Come emerge dai dati raccolti, le Rsa si adoperano per garantire agli ospiti ogni misura di comfort, anche avanzando alla Provincia richieste di finanziamento per i necessari interventi di edilizia. Dal report condiviso dall'assessore Tonina affiorano alcune criticità da risolvere, ma il quadro generale è positivo. Buone notizie per Trento con tutte le case di cura attrezzate per combattere in tutti gli ambienti il caldo.
Tutto ok anche per Arco, Avio, Baselga di Piné, Borgo, Cadine, Castel Ivano, Cembra, Dro, Gardolo, Ledro, Levico, Malè, Mezzolombardo, Mori, Predazzo, Riva del Garda, Volano e quattro strutture di Rovereto. Le case di cura senza climatizzazione si trovano tendenzialmente in quota e gli ospiti non hanno riscontrato disagi, come il caso di Casa Laner a Folgaria, situata a 1200 metri. Nelle Rsa con maggiori problematiche, l'obiettivo è quello di un adeguamento in tempi brevi. A Lavis per esempio la struttura è dotata di un impianto di trattamento dell'aria che riesce ad abbattere la temperatura esterna di circa 7 °C, ma ciò non basta. La Rsa sta valutando di installare un impianto di condizionamento grazie ai contributi provinciali e a quelli statali del Conto termico 3.0, con la volontà è quella di adeguarsi entro il 2026.
Rafforzamenti richiede l'Apsp di Povo con la Giunta che presenterà una nuova domanda di contributo al Servizio Politiche Sanitarie con l'obiettivo di installare il cappotto, sostituire i serramenti e aumentare l'efficacia della climatizzazione. Entro l'estate dovrebbe adeguarsi CasaVinotti di Nomi, tra 6 mesi l'Rsa a Primiero San Martino di Castrozza e per la fine del 2026 anche quelle di Tesero e Pinzolo. A Pieve Tesino e a Vallarsa è previsto un contributo per la costruzione di nuove Rsa (tempistiche che vanno dai i 5 ai 7 anni), il problema non è così urgente, essendo in quota le due località.
Tempi non definiti per Mezzocorona dove manca la climatizzazione al piano terra e al 3° piano. Adattamenti più lunghi richiedono Roncegno e Grigno (2-3 anni), ma per fortuna gli attuali impianti permettono un buon microclima interno. Nella quasi totalità delle strutture sono previste misure alternative come l'utilizzo di ventilatori portatili e l'arieggiamento degli ambienti nelle ore più fresche.


