TRENTO. La Fillea Cgil del Trentino torna a lanciare l'allarme sui rischi legati al lavoro durante le ondate di calore. Con una lettera inviata all'Uopsal, all'Ufficio ispettivo minerario e all'Ufficio ispettivo del lavoro, il sindacato chiede l'attivazione immediata di controlli nei cantieri edili e nelle cave di porfido, dove, secondo le segnalazioni ricevute, si continua a lavorare anche con temperature superiori ai 35 gradi.

Il segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe ribadisce la posizione del sindacato, che da settimane chiede alla Provincia di adottare un'ordinanza per imporre la sospensione delle attività nelle situazioni di maggiore rischio. «Le linee guida emanate dalla Provincia sono insufficienti – sostiene – e senza un obbligo preciso la maggior parte delle aziende continua a lavorare, rinunciando anche ad attivare la cassa integrazione per eventi meteo e mettendo a rischio salute e sicurezza dei lavoratori».

Secondo la Fillea Cgil, inoltre, non risultano controlli specifici nei cantieri neppure durante le giornate caratterizzate da temperature eccezionalmente elevate. Per questo il sindacato chiede agli organi competenti di verificare il rispetto delle misure di prevenzione, della sorveglianza sanitaria e delle norme che regolano l'utilizzo della cassa integrazione, evitando che eventuali sospensioni vengano scaricate su ferie o permessi dei dipendenti.

Mastrogiuseppe si rivolge anche direttamente ai lavoratori che hanno segnalato situazioni critiche, spesso chiedendo l'anonimato per timore di ritorsioni. L'invito è a pretendere l'applicazione delle misure previste dalle linee guida, chiedere la misurazione della temperatura e, qualora le condizioni risultino pericolose e il datore di lavoro non interrompa le attività, rifiutarsi di lavorare. Il sindacato assicura assistenza legale e sindacale e annuncia la disponibilità a denunciare eventuali casi di mancata tutela della salute.

Per la Fillea Cgil, il problema non riguarda soltanto l'emergenza di questi giorni. Le previsioni indicano temperature che potrebbero restare sopra i 36-37 gradi fino a Ferragosto e il cambiamento climatico rende ormai sempre più frequenti le ondate di calore. Per questo il sindacato chiede una normativa stabile che imponga regole chiare per la sospensione delle attività lavorative quando il caldo rappresenta un rischio per la salute.