TRENTO. Con la ripresa dei lavori del bypass ferroviario di Trento torna attuale il tema del traffico sulle varie arterie della città, in particolare quello legato al numero di mezzi pesanti che in uscita e in entrata dal cantiere si muoveranno per portare materiali e terre di scavo (vedi l'Adige di ieri). La consegna dei lavori di parte A2 nord aggiunge un ulteriore tassello al dibattito, ovvero la realizzazione di una chicane in via Brennero. Una curva che permetterà di deviare il traffico della strada mentre si completano le opere per l'imbocco della galleria allo Scalo Filzi. Questa però non dovrebbe alterare l'attuale viabilità: «La chicane è fatta apposta per mantenere attive le due corsie in entrambe le direzioni e dare continuità al traffico veicolare - spiega l'ingegnere Giuliano Franzoi -. Anche la corsia degli autobus non dovrebbe subire modifiche. Indipendentemente dalla presenza dello scavo delle due frese, la deviazione verrà fatta.

A metà ottobre ci sarà un incontro tra i vari enti (Comune, Provincia, Rfi, Consorzio Tridentum) dove verrà illustrato il cronoprogramma aggiornato».L'aumento del traffico secondo un documento del Mase dovrebbe essere più evidente su un tratto di via Nazionale (+15%), ma il presidente della circoscrizione di Mattarello Alessandro Nicolli non è affatto preoccupato: «Mi trovo ogni due settimane con quelli del consorzio e proprio ieri (oggi ndr) li ho sentiti e mi hanno rassicurato che i camion andranno tutti verso sud all'Acquaviva. Non è cambiato nulla, solo una minima parte di via Nazionale è interessata, non il paese anche perché l'uscita della tangenziale è brutta per i camion. Comunque è giusto tenere alta la guardia. Finora dallo svincolo all'Acquaviva di metri cubi di materiale ne sono stati portati via.

Qualche problematica per il rumore c'è stata, ma tutto è seguito, anche in caso di perdite di materiale dai mezzi, gli operai sono passati subito con la spazzatrice per ripulire la strada». Se sulla parte più a nord della circonvallazione ferroviaria restano ancora grosse incognite, vicino a via Brennero ci si inizia a muovere e il presidente della circoscrizione Centro Storico-Piedicastello Andrea La Malfa analizza la situazione: «Come per ogni grande opera è inevitabile che ci saranno dei disagi. Quello che possiamo fare, di concerto con la ditta appaltante è cercare di ridurli il più possibile. Servirà un po' di pazienza, qualche rallentamento in alcune fasce orarie ci sarà, ma limitato se si riesce a mantenere il doppio senso».

La Malfa prosegue: «Il 28 ottobre si terrà un consiglio circoscrizionale straordinario per aggiornare i consiglieri sull'opera. Aspettiamo comunicazioni ufficiali, ma penso sia meglio utilizzare due frese invece che quattro per lo scavo. In questo modo i materiali andrebbero portati più verso sud e ci sarebbe un impatto minore sul traffico in via Brennero. Si allungano i tempi è vero, ma si mitiga anche l'aspetto del rumore». A preoccupare è la parte ambientale: «Non è colpa del bypass però. La situazione è la stessa da 40 anni, ora finalmente si sta affrontando. I protocolli di massima sicurezza non devono spaventare, sono una precauzione forte da parte di un'impresa abituata a fare lavori di questo tipo».