TRENTO. Dubbi sulla legittimità della sostituzione della dirigente, sui poteri attribuiti al docente chiamato a prenderne temporaneamente il posto e persino sull'imputazione della spesa, indicata per errore nell'esercizio finanziario 2021. I consiglieri provinciali Michele Malfer e Lucia Maestri chiedono alla Giunta di fare chiarezza sulla decisione che riguarda la guida dell'Itt Buonarroti di Trento.

Al centro dell'interrogazione c'è la deliberazione provinciale numero 1340 del 4 settembre 2026, con la quale è stato disposto l'affidamento dell'incarico di sostituzione della dirigente Tiziana Rossi durante il suo periodo di prova come ispettore scolastico. Secondo i due consiglieri, il provvedimento presenterebbe «profili di possibile illegittimità, carenze motivazionali e incongruenze formali».

Il primo nodo riguarda la distinzione tra il diritto di Rossi a conservare la qualifica dirigenziale e quello a mantenere la titolarità della specifica sede del Buonarroti. Malfer e Maestri contestano che nella delibera non sarebbe indicata una norma precisa dalla quale ricavare che la conservazione della qualifica comporti automaticamente anche quella dell'incarico nella stessa scuola.

Ma la questione più delicata riguarda i poteri assegnati al docente sostituto. Nell'interrogazione viene chiesto quale sia la base legislativa che permetterebbe di trasferire temporaneamente l'intero complesso delle funzioni dirigenziali a un docente che non appartiene ai ruoli della dirigenza. I consiglieri richiamano la legge provinciale sulla scuola e chiedono in particolare se l'articolo 102 possa costituire una base sufficiente per questa soluzione.

C'è poi il nodo della designazione effettuata dalla dirigente uscente il 28 agosto. La delibera della Giunta afferma di procedere in continuità con quella scelta, ma secondo gli interroganti deve essere chiarito se si trattasse soltanto dell'individuazione di un collaboratore oppure se quell'atto abbia avuto un peso effettivo nella nomina. Il rischio prospettato è che la successiva decisione della Giunta possa apparire come una sostanziale ratifica di una scelta effettuata da un soggetto che non avrebbe competenza per un incarico di questa durata.

Malfer e Maestri sollevano inoltre il problema degli atti che verranno adottati durante l'anno scolastico. Senza una definizione precisa dei poteri trasferiti, sostengono, potrebbe crearsi un'incertezza sulla validità e sull'imputabilità degli atti amministrativi, finanziari e disciplinari firmati dal docente incaricato. Per questo chiedono alla Provincia di specificare quali funzioni possa effettivamente esercitare e quali siano i limiti dell'incarico.

A completare il quadro c'è una singolare incongruenza contabile. L'incarico è previsto dal 5 settembre 2026 al 31 agosto 2027, ma la delibera imputa la relativa spesa all'esercizio finanziario 2021. Per gli esponenti del Pd potrebbe trattarsi di un errore materiale derivato dall'utilizzo di precedenti modelli deliberativi, ma l'episodio imporrebbe comunque una verifica sulla correttezza dell'istruttoria e la rettifica dell'atto.

Sono sette le domande rivolte alla Giunta, dalla copertura normativa dell'incarico alla natura della precedente designazione, fino ai limiti dei poteri attribuiti al sostituto. L'ultimo quesito riguarda proprio l'errore contabile: Malfer e Maestri vogliono sapere quali iniziative saranno adottate per correggerlo e per evitare analoghe incongruenze nelle future decisioni sulla governance delle scuole provinciali.